Cosa vedere a Brescia, la Leonessa d’Italia

Brescia by Night

Oggi vogliamo portarti a Brescia, città ancora poco frequentata dal turismo, in rapporto a quanto invece ha da offrire. Una città che in questi giorni sta soffrendo, colpita aspramente dal Covid-19. Noi vogliamo renderle omaggio, augurandole di rialzarsi presto per potersi mostrare in tutta la sua dignitosa bellezza.

Visitiamo Brescia

Con la nostra amica Donatella in veste di guida ufficiale della città, siamo andati alla scoperta sia dei luoghi conosciuti che di quelli più nascosti.

La nostra visita è un viaggio nel tempo: dall’epoca romana e longobarda fino ai giorni nostri.

Il nostro itinerario di visita prende il via il pomeriggio del primo giorno, si prende una pausa la mattina del secondo per una partita di basket di Lorenzo e si conclude per l’ora dell’aperitivo del secondo giorno.

Giorno I – Brescia antica

In questo primo pomeriggio a Brescia siamo senza la nostra amica, che ci ha comunque fornito alcune dritte per vivere al meglio la città.

Nostra prima tappa è il Museo di Santa Giulia, di cui ti abbiamo ampiamente parlato in un precedente articolo e che ti consigliamo di visitare avvalendoti degli Art Glass, gli speciali occhiali 3D che permettono di vivere una realtà virtuale entusiasmante. Qui la storia longobarda e romana si fondono negli ambienti e nelle testimonianze. La visita dura oltre due ore.

Museo di Santa Giulia a Brescia, visitabile con gli Art Glass
Museo di Santa Giulia

Percorriamo Via dei Musei, lungo l’antico decumano massimo, fino al Capitolium, il tempio capitolino e l’annessa area archeologica. La Statua della Vittoria Alata, in fase di restauro, verrà presto ricollocata all’interno del sito, dandole nuovo valore. E’ tardi e l’ingresso è ormai chiuso; decidiamo di limitarci a “sbirciare” dall’esterno il Teatro Romano ed il Tempio: dalla cancellata e lungo la via si ha comunque un’ottima visuale.

Scegliamo di non visitare il Castello che domina la città dall’alto della collina; sede del Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, una delle più ricche raccolte europee di armature e armi antiche, per raggiungerlo prevede la salita lungo sentieri non sempre ben frequentati, soprattutto la sera.

Arriviamo in Piazza Paolo VI, con le sue architetture medievali, per una sosta al Duomo ed alla Rotonda (Duomo Vecchio), sapientemente illuminati, e per gustare un’ottima cena in uno dei locali del Centro che ci ha consigliato la nostra amica, prima di rientrare in hotel.

In Piazza Paolo VI si trovano il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo. La sera sono meravigliosamente illuminati
Duomo Nuovo e Rotonda (Duomo Vecchio)

La nostra guida

Oggi ci raggiunge Donatella: con lei visitare la città assume tutto un altro colore. Conosciuta in un’altra vita, durante un viaggio in Namibia in solitaria, quando ancora di Famiglia EsploraMondo non esistevano neanche le basi, persa di vista per lungo tempo e ritrovata grazie ai social, ci accoglie come se ci fossimo viste l’ultima volta solo il giorno prima. Ci sono amicizie che vanno al di là del tempo, che superano le distanze e che non contano i minuti passati insieme.

Innamorata della sua città, che conosce nei minimi dettagli, ci porta alla scoperta di curiosità e luoghi meno noti del periodo che vanno dal Medioevo ai giorni nostri.

Ci diamo appuntamento in uno dei luoghi più famosi di Brescia: Piazza della Loggia.

Giorno II – Piazze di Brescia e angoli nascosti

Donatella ci accoglie con un ampio sorriso e un caldo abbraccio, uno di quelli di cui sentiamo tanto la mancanza in questo periodo di distanziamento sociale.

Prima di raccontarci della splendida Piazza e dei suoi monumenti, ci conduce alla scoperta di una zona poco esplorata dai turisti, un’area nascosta proprio alle spalle del Palazzo della Loggia.

Angoli nascosti di Brescia

Percorriamo Via Mameli, poi Via Garibaldi. Proprio all’incrocio tra le due vie si trova la splendida Torre della Pallata, costruita nel 1248 utilizzando resti di edifici romani; ornata dei tipici merletti medievali, è sormontata da un’area campanaria aggiunta solo nel ‘500.

La Fontana della Torre della Pallata

Alla base della torre, sul lato che si affaccia su Via Pace, si trova una curiosa fontana. L’architetto bresciano che la progettò, volutamente aggiunse numerosi simbolismi, che diedero adito a diverse interpretazioni. All’apice della Fontana si trova Brescia, nelle vesti di Pallade, che domina le due figure sdraiate ai suoi piedi: per alcuni rappresentano i fiumi Garza e Mella, per altri il Lago di Garda e il Lago d’Iseo. Non è dato sapere con certezza quale delle due versioni sia quella corretta.

Tornando sui nostri passi lungo la via lastricata di porfido, la nostra guida ci mostra un’effige in pietra posta all’angolo tra Via Mameli e Contrada Cossere: il Mostasù dèle Cosére

Centra mappa

La Leggenda del Mostasù dèle Cosére

Si narra che la guelfa Brescia, saputo dell’arrivo in Italia dell’Imperatore Arrigo VII, cacciò tutti i ghibellini dalla città. L’imperatore, venuto a conoscenza della notizia, assediò la città e giurò di mozzare il naso a tutti i bresciani che avrebbe incontrato lungo il percorso. Naturalmente questi se ne guardarono bene dall’uscire dalle loro case. Per placare l’ira dell’Imperatore, il Papa gli suggerì di sfregiare i nasi dei dipinti e delle statue che avrebbe incontrato lungo il suo percorso. Anche il Mostasù è stato vittima di Arrigo VII ed è giunto fino ai giorni nostri per testimoniarcelo.

Il Mostasù dèle Cosére è un bassorilievo in contrada Cossere a Brescia. Una leggenda racconta il motivo per cui il naso è stato rotto.
Mostasù dèle Cosére

Piazza della Loggia

Tornati in Piazza della Loggia, Donatella ci racconta del mercato del sabato mattina, quando la gente si aggira tra le bancarelle di frutta e verdura delimitate dalla Torre dell’Orologio, gioiello astronomico del 1546 da un lato, e dal Palazzo della Loggia, eretta con l’aiuto di Palladio e Sansovino fra il 1492 e il 1570, dall’altro.

All’interno di un’elegante Loggia che si affaccia sulla Piazza, si raggiunge il Monte di Pietà, sede di un’istituzione che già nel quindicesimo secolo offriva piccoli prestiti ai bisognosi.

Piazza Paolo IV

Attraverso Via Cesare Beccaria, giungiamo al Broletto, uno dei più notevoli palazzi comunali lombardi, eretto tra il 1200 e il 1300. I ragazzi sono sorpresi nel sentire che, richiamati dal suono di un trombettiere scelto, il popolo veniva richiamato per udire leggi e decreti, annunci e sentenze proclamate dalla Loggia del Palazzo.

Ornano il Palazzo 7 figure: nel mezzo, la Giustizia, additata da una figura alla sua sinistra, probabilmente un  giudice, e alcuni prigionieri che reggono il peso della struttura. Accediamo infine al cortile del Broletto e da lì alla scala che conduce agli uffici, spettacolare nel suo genere.

La Loggia del Broletto è adornata da statue che rappresentano ladri e giudici. Nel mezzo, la Giustizia
Loggia del Broletto

Torniamo ad ammirare poi il Duomo Nuovo, che ci aveva incantato la sera precedente, con l’imponente cupola e il semplice candido interno. 

Di netto contrasto la Rotonda, il vecchio Duomo dai cupi interni in pietra, nonché  il maggior monumento romanico della città, sorto sui resti di una precedente basilica; percorriamo il perimetro dell’edificio e scendiamo nella cripta, ammiriamo alcuni mosaici e infine torniamo alla luce del giorno.

Piazza Della Vittoria

Passando attraverso la Galleria Duomo, facciamo un salto nel tempo per giungere al periodo che lega Brescia alla storia ed all’architettura fascista. Piazza della Vittoria ne è un fulgido esempio: alti edifici dalle linee severe e rigorose si stagliano nel cielo, sorgendo sulle ceneri di quello che un tempo era un quartiere di stampo medievale.

L’ampia piazza, voluta per il raduno delle masse, è dominata da un lato dal Torrione INA, il primo grattacielo in Italia ed il primo in cemento armato costruito in Europa, dall’altro dall’edificio delle Poste, con il suo marmo bianco e ocra.

Accanto alle poste sorge l’Arengario, un pulpito dal quale parlare alle folle e da cui anche Mussolini tenne un discorso nel 1932. Oltre a diversi bassorilievi che raccontano la storia della città, si trova una scritta che recita “Brescia la Forte Brescia Leonessa d’Italia”, quella stessa forte Brescia che oggi sta lottando contro un virus invisibile, quella Leonessa che sta silenziosamente e dignitosamente rialzandosi con coraggio.

Piazza della Vittoria risale all’era fascista. La dominano il palazzo delle poste e l’Arengario.
Piazza della Vittoria

La piazza è stata resa completamente pedonale soltanto nel 2013, con la costruzione della metropolitana. Le grate di aerazione hanno innescato qualche polemica nella cittadinanza e qualche lamentela è derivata anche da alcuni piccoli invisibili rialzi, causa di incidenti pedonali.

Sulla stessa Piazza sorge anche un altro monumento che è stato oggetto di discussione: una fontana alla cui sommità si voleva riposizionare la statua del Bigio, opera raffigurante un uomo in marmo, che Mussolini aveva elogiato come simbolo dell’era fascista. Rimossa nel 1945 come segno di un epoca ormai giunta al suo termine, è oggi rimpiazzata da una statua dalle linee futuriste. La fontana e la sua storia ha incuriosito i ragazzi, rimasti però delusi dalla mancanza dell’acqua.

La Via Dello Shopping

Dopo un tour culturale, non c’è nulla di meglio che concludere la visita con una passeggiata in Via Zanardelli, anima dello shopping dei bresciani. I negozi si susseguono uno accanto all’altro e una sosta per qualche dolcetto nel locale di fronte al Teatro Nuovo dona nuove energie a Greta e Lorenzo.

Via Zanardelli è la via dello shopping di Brescia. Oltre ai negozi, si trova il Teatro Nuovo
Via Zanardelli

E’ però ora di rientrare: un grande abbraccio alla nostra amica e guida, la promessa di tornare a scoprire ancora Brescia e i suoi dintorni, per poi rientrare a casa.

Un viaggio nel tempo, in una città forte e orgogliosa, per la quale tutti noi facciamo il tifo affinché la situazione attuale migliori rapidamente e la Leonessa d’Italia, così denominata da Carducci per il coraggio da leone manifestato durante le Dieci Giornate, torni a ruggire con tutta la sua forza.

7 Risposte a “Cosa vedere a Brescia, la Leonessa d’Italia”

  1. non sono mai stato a Brescia. dal tuo racconto sembra una città davvero interessante. Grazie per le dritte! speriamo quest’estate di fare un bel giro da quelle parti!

  2. Che bella città, oltretutto a pochi passi da casa nostra. La terremo a mente, come prima possibile destinazione per una uscita nel weekend appena queste limitazioni finiranno!

  3. Ho visitato Brescia qualche anno fa in un paio di occasioni, sempre durante le mostre a Santa Giulia, relative a Van Gogh e gli impressionisti. La città mi aveva piacevolmente stupito e prima o poi mi piacerebbe tornare per approfondirne la visita.

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