Mamma Tuttofare ai tempi del Covid-19

Mamma Tuttofare durante il coronavirus

Seduta davanti al pc, chiusa in casa tra smart working, ferie forzate e cassa integrazione, tiro un respiro di sollievo. ”Oggi, grazie al cielo, lavoro“, penso… Qualche ora di isolamento dal sentir ripetere continuamente il mio nome, per potermi concentrare sullo schermo.

“Ciao Rossella…” lampeggia sul pc un messaggio Skype. Ecco, non sono al sicuro neanche qui. Inizierò ad odiare il mio nome. Quei tre puntini di sospensione non promettono nulla di buono. Il tempo è sospeso, le attività sono sospese, i viaggi sono sospesi e lo sono anche i baci e gli abbracci… ci mancavano proprio anche i tre puntini!

Nell’altra stanza – per fortuna ognuno di noi se ne è accaparrata una, quasi senza litigare – Lorenzo segue una video-lezione, mentre Greta tenta di passare inosservata dietro il monitor per recuperare un gioco. Dal pc, oltre alla voce del professore e a quella degli studenti, irrompe di tanto in tanto l’urlo di qualche mamma verso il fratello o la sorella di qualche compagno di classe di mio figlio. Non sono l’unica che sclera per fortuna!

Video lezione scolastica
Pronti per una nuova videolezione

Greta intanto volteggia per casa vestita da principessa. Ha già terminato di studiare, dice lei, e finge di non voler disturbare nessuno con la sua presenza, mentre accidentalmente fa cadere un piatto, inciampa nel filo della corrente del mio pc staccandolo dalla linfa che lo tiene in vita (accidenti, non avevo ancora salvato il file e la batteria non funziona: lavoro da rifare) e sorseggia rumorosamente un succo di frutta. 

Recitando un mio mantra personale, fingo un’apparente concentrazione sul mio file, “tanto, per fare conti e pensare a strategie di marketing non serve di certo calma e tranquillità”. 

Greta muove felice qualche passo di danza, il volto adornato dal suo cerchietto rosa, e rientra in camera sua per uscirne, qualche ora dopo, truccata e tatuata (ok, tranquilla Rossella, sono quelli per bambini). Oggi è serena, almeno lei: lasciamo che continui così.

“Ciao Rossella…” Ah già, il mio messaggio pop up lampeggiante non si è dimenticato di me e torno a lui aggrappandomi alla speranza, vana, che sia solo per un saluto. 

Mentre tento di rispondere, provo ad isolarmi dall’animata discussione lavorativa tra mio marito e qualche cliente o fornitore. Facile a dirsi; gli mando un minaccioso messaggio via whatsapp, che tanto non leggerà, per “invitarlo cortesemente” ad abbassare il tono di voce. 

Continuo a ripetere il mio mantra fino all’ora di pranzo: levo il pc dal tavolo, metto a cuocere la pasta, preparo la tavola, faccio i letti (che per una mezz’ora in più di sonno ho sacrificato al disordine), ingoio quanto cucinato a tempo di record, ritiro i piatti, rimetto il pc sul tavolo della cucina (eh già, io lavoro lì) e faticosamente arrivo alla fine di quella che doveva essere una tranquilla giornata di lavoro d’ufficio. 

Luca è ancora al telefono mentre io verifico che Greta abbia svolto i compiti e guardato le video lezioni. “Greta non hai ripassato inglese”, tuono. “Mamma, il video da riguardare è stato cancellato dalla piattaforma”, risponde lei candidamente. “Santa Pazienza intercedi per me”.  Trasformata in Sherlock Holmes vado alla ricerca, passando di cartella in cartella, giorno per giorno, materia per materia, documento word per documento word, fino a che, alla ricerca numero xxxxmila, eccolo comparire. 

Lorenzo cerca di dirmi qualcosa, mentre suonano al citofono. Come una bambina che riceve i regali di Natale, corro a rispondere. Spesa a domicilio, finalmente! Quella prenotata la notte di 15 giorni prima è arrivata, mentre nel frattempo sono finiti ingredienti che pensavo sarebbero durati più a lungo. Pazienza, mangeremo quel che c’è: devo ancora affinare le mie competenze da ufficio acquisiti per ristoranti casalinghi, tarati sulle scorte dei giorni che furono, quando insieme si cenava soltanto, mentre a pranzo si usufruiva della mensa aziendale o del “Ristorante da Nonna”. 

Lorenzo torna alla carica cercando nuovamente di raccontarmi qualche esperienza della giornata, ma il pc di Greta si blocca. Stavolta Mamma Tuttofare si trasforma in tecnico informatico. Da vera esperta tento prima di capire la situazione, provo un paio di opzioni, poi quella più efficace: sbattere ripetutamente il mouse sul tavolo e schiacciare tutti i tasti, nella speranza che qualcosa accada. Il Nulla. Poi un flebile segnale di vita. Si riparte: Bill Gates, fatti da parte!

Passo il pavimento, rassetto i divani, stiro qualcosa mentre l’acqua bolle e nel frattempo con un orecchio ascolto Lorenzo, con l’altro il telegiornale. 

La giornata sta per finire.

Quanti lavori ho svolto oggi? Alla voce “occupazione attuale”, metterò sul curriculum vitae l’indicazione di “Tuttofare” o, più semplicemente, “Mamma”.

Se vuoi conoscere qualcosa in più della nostra famiglia, leggi la sezione Chi Siamo del nostro blog

Immagine di copertina: @pixabay.com

5 Risposte a “Mamma Tuttofare ai tempi del Covid-19”

  1. Le mamme sanno fare un sacco di cose in contemporanea sorridendo. Mi sono accorta anche io durante il periodo di quarantena di quanto tutta la famiglia orbiti intorno alla nostra figura (nonostante io abbia solo una figlia ormai autonoma e adolescente). In ogni caso, senza tutti queste molestie e interruzioni, ci sentiamo perse…

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