Oasi Sant’Alessio: fauna e flora

L’Oasi Sant’Alessio, un piccolo angolo di paradiso in provincia di Pavia, dove flora e fauna rappresentative del nostro Pianeta trovano riparo, protezione e cura. Un luogo dove gli animali si sentono a casa, amati e curati.

Cartello ingresso Oasi di Sant'Alessio
Ingresso Oasi di Sant’Alessio

Inizialmente dubbiosi all’idea di visitare l’Oasi, temendo forse un po’ di trascuratezza del luogo, come spesso abbiamo visto nei parchi di minor richiamo turistico, siamo invece rimasti favorevolmente sorpresi.

Si tratta infatti di un luogo dove vengono ospitati sia animali selvatici in libertà sia animali inseriti in programmi di allevamento per la successiva reintroduzione in natura. Alcuni di essi sono in incubatrice, altri in piccoli spazi destinati alla fase finale del programma di recupero ed altri ancora in ambienti più ampi per permettere loro di abituarsi alla nuova vita al di fuori dell’Oasi.

Il Castello di Sant’Alessio, punto di accesso all’Oasi

L’accesso all’Oasi avviene dalla corte del Castello di Sant’Alessio, costruito presumibilmente intorno al XI secolo.

Nato come fortezza, nel 1413 il condottiero Francesco Beccaria se ne impossessa, non è noto se mediante acquisto o usurpazione della stessa.

Trasformata in residenza nel 1481 dal figlio Girolamo, nel 1500 passa ai Francesi, poi agli Spagnoli nel 1525 che, durante il loro assedio, arrecano diversi.

Restaurato, tra il 1651 e il 1796 si trasforma in luogo di ospitalità per i pellegrini che percorrono la Via Francigena, per subire poi un nuovo graduale degrado tra il 1796 e il 1973.

Dal 1973 il Castello è stato nuovamente risistemato ed è ora il centro dell’Oasi di Sant’Alessio. Sebbene non sia completamente visitabile, un paio di stanze al pianterreno ospitano alcune mostre e reperti archeologici.

Parzialmente circondato da un basso fossato, accoglie i visitatori che desiderano esplorare l’Oasi.

Cortile interno Oasi di Sant'Alessio
Cortile interno del Castello dell’Oasi di Sant’Alessio

I percorsi di visita

Attraversato il piccolo fossato che lambisce parte delle mura del Castello, il visitatore raggiunge il centro servizi dove si trovano un bar, la toilette e l’area picnic.

Castello di Sant'Alessio
Castello di Sant’Alessio

Nei pressi dell’ingresso ed all’interno dell’Oasi si trovano alcune voliere dedicate alla riproduzione delle specie che verranno poi reintrodotte in natura all’interno dell’Oasi stessa.

Da qui si dipanano due percorsi che portano alla scoperta dell’Oasi e del suo ecosistema. Entrambi compiono un circuito ad anello, per permettere la completa visita dell’area.

Mappa percorsi Oasi di Sant'Alessio
Mappa percorsi Oasi di Sant’Alessio – photo credit www.oasisantalessio.it

Laddove possibile e necessario, i sentieri si celano dietro staccionate, barriere naturali o vetrate, affinché i visitatori non risultino invasivi per la pace e la tranquillità degli animali.

Passaggi nascosti oasi di Sant'Alessio

Un cartello ricorda che gli spazi destinati agli abitanti dell’Oasi Sant’Alessio sono stati progettati per offrire ai loro abitanti un ambiente simile a quello naturale.

L’intento è quello di creare un sistema circolare, chiamato “equilibrio naturale“, in cui la luce del sole trasforma le sostante morte in materia vegetale vivente, che diventa a sua volta alimento per le altre forme di vita.

Le zone umide europee

La nostra visita all’Oasi inizia seguendo il “Percorso Europeo“, che riproduce i luoghi umidi dell’Europa Meridionale. Diversi sono gli animali che qui si possono osservare, senza disturbare gli abitanti dell’area.

Alcuni pappagalli hanno costruito il loro nido su di un albero e volteggiano liberi sopra le nostre teste, mentre un gallo cedrone si aggira indisturbato lungo il sentiero, prima di accovacciarsi su una staccionata per guardarci sfilare davanti a lui.

Gallo cedrone all'Oasi di Sant'Alessio

Incontriamo due giovani cavalli di Pzewalski, ormai estinti in natura e destinati quindi a ripopolare la Mongolia, regione da cui provengono.

Da una vetrata ammiriamo diversi volatili, tra cui la ghiandaia marina, il gruccione e la beccaccia di mare; di ogni animale, una scheda tecnica illustra la famiglia di provenienza, l’origine, la distribuzione, l’habitat in cui vive, le abitudini e la riproduzione. Il percorso diventa perciò un modo per apprendere facilmente.

Si passa in un tunnel costruito con canne e materiali studiati appositamente per confondersi nella natura, che nascono i visitatori e le attrezzature tecniche. I vetri sono a specchio, per permettere di osservare senza essere visti.

Tunnel nascosto oasi di Sant'Alessio

Si fiancheggia un corso d’acqua ricostruito, in cui nuotano storioni ladani e del Po ed altri pesci endemici, e paludi e stagni popolati da gru, aironi, fenicotteri e cicogne.

Le cicogne bianche dell’Oasi Sant’Alessio

L’Oasi ha contribuito a ripopolare l’Italia con la cicogna bianca, dopo due secoli di assenza dal nostro Paese. L’idea di allevare cicogne nacque da un allevatore di Faenza, Roberto Bucci, che donò alcuni esemplari all’Oasi nell’ottica di poter instaurare una collaborazione. Dopo la prematura morte del donatore, l’Oasi ha continuato autonomamente il progetto, arrivando ad 800 esemplari nati in quarant’anni di attività e tutti rimessi in libertà, costituendo la base per la diffusione della specie in Lombardia e Piemonte meridionale, oggi completamente reintrodotta.

Il Laghetto

Passeggiando al fresco delle fronde degli alberi, si raggiunge un poetico laghetto in cui cavalieri d’Italia, spatole e cerbiatti convivono serenamente. Ci soffermiamo a lungo ad osservare gli animali abbeverarsi. Una cicogna versa dal proprio lungo becco dell’acqua ai propri piccoli, che si agitano nel nido in attesa di essere dissetati dalla mamma, mentre un altro cerbiatto si ciba proprio ai nostri piedi, inconsapevole della nostra presenza, celata da un capanno per l’osservazione.

Osservazione animali all'Oasi di Sant'Alessio

Ogni mattina alle 11.30 e ogni pomeriggio alle 16, sulla riva del laghetto viene lasciato del cibo, cui hanno accesso alcuni volatili liberi che popolano la zona circostante l’Oasi. E’ il momento preferito dai fotografi naturalistici, che qui sono di casa.

Il Bosco

Si prosegue nel bosco, dove vivono una lontra, che purtroppo sfugge ai nostri occhi; un procione si aggira invece indisturbato ai nostri piedi. Ammiriamo il martin pescatore, che qui per la prima volta al mondo si è riprodotto, corvi imperiali e l‘airone rosso, ormai quasi estinto a causa della scomparsa degli ambienti adatti alla nidificazione. Per poterlo osservare, saliamo su una passerella che ci consente di studiarlo dall’alto. Una mamma cova le uova mentre due esemplari, presumibilmente maschi, si scaldano al sole appollaiati su un ramo.

il Tunnel Subacqueo

Sotto la passerella si trova un breve tunnel, che consente di osservare gli aironi da una posizione ravvicinata posta a livello dell’acqua e delle radici degli alberi su cui i volatili hanno nidificato.

Dal tunnel si può ammirare la lontra che nuota felice, sale sulle pietre e si rituffa nell’acqua passando davanti ai nostri volti intenti ad apprezzarne le evoluzioni.

Alcune carpe giganti e storioni nuotano invece lentamente, incuranti della nostra visita.

Lasciamo il tunnel per soffermarci incantanti ad ammirare i fenicotteri dal piumaggio di un impressionante rosso vivo, che fanno sentire la loro rumorosa presenza, zampettando alla ricerca di cibo.

Fenicotteri rosa oasi di Sant'Alessio

La foresta pluviale amazzonica

Il “Percorso Tropicale” inizia proprio dove quello delle Zone Umide Europee finisce.

Prima di accedervi, suggeriamo di leggere i cartelli posti all’ingresso, che illustrano l’habitat della zona e i suoi abitanti.

Varcando la porta, il caldo umido non disturba, tanta è la meraviglia di ritrovarsi circondati da farfalle multicolore e colibrì che svolazzano intorno ai visitatori. Un esemplare dalle ali molto grandi si posa sul petto di Greta, che resta impietrita in parte per l’emozione, in parte per la paura.

Diversi fiori endemici e piante tropicali caratterizzano questa piccola area dell’Oasi, che cede il posto a terrari e acquari in cui soggiornano rettili, insetti e pesci particolari come i pirana.

Questo è il paradiso degli adolescenti che, chissà come mai, restano sempre affascinati da serpenti, coccodrilli, rane, formiche tagliafoglie e tutto ciò che normalmente incute timore nella maggior parte degli adulti, soprattutto nelle mamme.

Si entra infine nella serra più grande, dove sono visibili l’albero del pane e quello del cacao, orchidee e felci. Attenzione invece al pesce arciere: con uno sputo potrebbe centrarvi in volto, causando l’ilarità di tutta la famiglia!

Lasciate le serre si osservano gli splendidi uccelli del paradiso reale, splendidi e dall’atteggiamento di chi sa di essere nobile. In una delle voliere si trova la paradisea minor; il 16 maggio 2021, proprio all’Oasi, si è registrata una nascita per la prima volta in Italia e tra le prime in Europa.

Alcuni volatili proseguono indisturbati il loro tragitto tra i visitatori che, incantati, li seguono come fossero la loro corte.

Volatili oasi di Sant'Alessio

Pranzare all’interno del parco

Uno degli aspetti piacevoli di trascorrere una giornata all’Oasi di Sant’Alessio è dato dalla possibilità di pranzare all’interno dell’Oasi stessa. Un’ampia area picnic è disponibile per chi opta per il pranzo al sacco, ma altrettanti tavoli e panche in legno sono a disposizione di chi preferisce acquistare un panino, un’insalatona o una pizza o focaccia dal bar interno.

Un’altra opportunità, che noi abbiamo apprezzato molto, è quella della grigliata mista: con 14€ per gli adulti e 10€ per i bambini, è possibile gustare salamelle, wurstel, carne mista e patatine.

Grigliata oasi di Sant'Alessio

Ti consigliamo di acquistare il buono per i panini e le bibite direttamente all’arrivo, in modo da procedere subito al ritiro all’ora di pranzo, senza effettuare code per il pagamento.

Allo stesso modo, è vivamente consigliata la prenotazione per la grigliata, in modo anche da poter scegliere la fascia oraria preferita fra le due proposte.

Come arrivare

L’Oasi Sant’Alessio si trova a 25 km da Milano, 6 km da Pavia e 13 km dall’omonima Certosa. L’indirizzo è

Sant’Alessio con Vialone – Via Cadorna 2 – 27016 Sant’Alessio con Vialone, Pavia.

Contatti – Tel: 0382 94139 email: [email protected]

Da Milano si raggiunge lungo la SP412 fino a Landriano, poi la SP2 fino a Guardabiate e infine la SP132 fino a Sant’Alessio con Vialone. Si accede all’Oasi dall’ingresso del Castello.

E’ possibile parcheggiare nei pressi dell’Oasi, vicino all’ingresso, anche se i posti sono limitati, oppure lungo la strada che costeggia il lato est dell’Oasi.

Orari e Tariffe

ORARI

  • febbraio-marzo: sabato, domeniche e festivi dalle 10 alle 16
  • da aprile a settembre: tutti i giorni dalle 10 alle 17 (fino alle 18 nei weekend e nei giorni festivi)
  • ottobre: sabato e domeniche dalle 10 alle 16
  • CHIUSO dal 9 novembre fino a fine gennaio

Tariffe

  • Adulti: 15€
  • Bambini dai 3 ai 12 anni: 12€
  • Portatori di handicap in carrozzina: 12€; accompagnatori gratuiti
  • Anziani over 65, nei giorni feriali da lunedì a sabato: 12€

Per poter accedere al parco è necessario acquistare la tessera di associazione annua, inclusa nel prezzo del primo ingresso (sopra indicato), che ha validità annuale fino al 31 dicembre di ogni anno (non 12 mesi dall’acquisto).

Puoi consultare orari e tariffe aggiornate sul sito ufficiale dell’Oasi Sant’Alessio, dove puoi anche acquistare i biglietti online.

Informazioni utili

All’interno dell’Oasi trovi un bar, un chiosco, la toilette.

Lunghezza del percorso: stimato 2 km completamente pianeggianti e quasi sempre ombreggiati

Passeggini: il percorso è agibile anche in passeggino; sono previsti percorsi alternativi laddove presenti delle scale. Alcuni punti, come il tunnel subacqueo, non sono invece transitabili se non a piedi.

Cani o animali domestici: ingresso NON consentito per disposizioni veterinarie

Il consiglio in più: durante la stagione estiva, porta un repellente per zanzare. Si tratta infatti di un ambiente prettamente paludoso.

Se ami la natura ti consigliamo…

Stiamo scoprendo luoghi meravigliosi, dove gli animali non sono in gabbie come negli zoo, ma rispettati e controllati per permetterne il reinserimento in natura o per la loro tutela.

Ti consigliamo una visita all’Osservatorio Eco-faunistico Alpino di Aprica (SO) in Valtellina, dove un esperto biologo ti racconterà tutti i segreti dei suoi abitanti, oppure una passeggiata al Parc Animalier d’Introd, in Valle d’Aosta.

Cosa visitare nei dintorni

Nei dintorni dell’oasi puoi visitare Pavia, la Certosa di Pavia e le Abbazie di Chiaravalle e Morimondo.

Sei anche vicino a Milano, capoluogo lombardo che offre mille e più occasioni.

4 Risposte a “Oasi Sant’Alessio: fauna e flora”

  1. Ma che meraviglia, quasi quasi una visita la farò quando sarò nelle zone di Pavia. Non conoscevo questa bellissima oasi con tantissime specie.

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