BRESCIA: realtà aumentata al Museo di Santa Giulia

Realtà aumentata al Museo di Santa Giulia a Brescia: ne hai mai sentito parlare? Un’esperienza immersiva adatta ad adulti e piccini, un modo nuovo ed a misura di famiglia per vivere davvero l’arte.

Quante volte ci siamo chiesti come coinvolgere i bambini nella visita di un museo? E’ capitato a tutti noi, per quanto bravi possiamo essere stati nel crescerli con l’amore verso la cultura e la storia.

Se ci siamo riusciti, è perché abbiamo tentato di trovare la chiave giusta per aprire le porte della loro curiosità, della loro voglia di scoprire: percorsi didattici studiati per loro, giochi da fare nelle varie sale, audio-guide utilizzate come telefoni (eh già, succede anche questo viaggiando con i pargoli, pur di tenere viva la loro attenzione), racconti carichi di emozione e mistero davanti ad oggetti particolari esposti nelle teche.

La tecnologia oggi ci viene in aiuto, offrendo opportunità ancora più interessanti; lo abbiamo scoperto nel nostro ultimo weekend a Brescia, dove siamo stati “trasportati nel tempo e nello spazio”, grazie alla realtà aumentata al Museo di Santa Giulia.

Il Museo di Santa Giulia

Il Museo di Santa Giulia, oggi denominato anche “Museo della Città“, nasce nel 1998 a seguito di interventi per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico di quest’area. I tre edifici religiosi che lo costituiscono sono ancora oggi ben visibili ai visitatori.g

complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia
Il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia

Nel luogo in cui sorgevano abitazioni dell’età romana, nel 753 viene fondato il monastero benedettino femminile di San Salvatore, fortemente voluto da Desiderio, ultimo re dei Longobardi, e da sua moglie Ansa. E’ proprio in questo monastero che Alessandro Manzoni ambienta la morte della figlia del re Desiderio, Ermengarda, ripudiata da Carlo Magno.

All’inizio del XVI secolo viene aggiunto il Coro delle Monache, da cui le religiose possono assistere alle funzioni senza essere viste. Appena varcata la soglia, non si può che restare con il naso all’insù e la bocca aperta davanti ai meravigliosi affreschi che ricoprono tutte le pareti.

E’ invece del XII secolo l’Oratorio romanico di Santa Maria in Solario, dove si trovano la lipsanoteca, un contenitore per le reliquie in avorio, e la Croce di Desiderio. Quest’ultima occupa il centro della sala, sotto un cielo dipinto di stelle. Illuminata da un fascio di luce che ne esalta il fascino, pare sia stata donata dallo stesso re Desiderio al monastero, forse per utilizzarla durante le processioni. Nella croce sono incastonate ben 212 tra cammei finemente lavorati e pietre preziose.

Patrimonio Unesco

Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è stato iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO il 25 giugno 2011.

realtà aumentata al museo di santa giulia patrimonio unesco a brescia

A livello nazionale, sono stati selezionati i sette siti che meglio testimoniando i monumenti longobardi presenti sul nostro territorio; Brescia, con il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia e il Capitolium, ne è parte fondamentale.

Gli altri luoghi monumentali parte del sito UNESCO si trovano a Torba-Castelseprio, Cividale del Friuli, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento e Monte Sant’Angelo.

Il percorso di visita

Il Museo di Santa Giulia è un “museo nel museo“: il percorso si snoda attraverso il complesso monastico, in un viaggio che conduce il visitatore alla scoperta della città di Brescia, dall’epoca preistorica al Rinascimento.

Una prima parte, propedeutica alla visita del museo, conduce alla scoperta della storia del complesso monumentale, dal ritrovamento dei primi reperti archeologici alla fondazione del Monastero. A questa, si aggiunge l’area dedicata alla preistoria.

La seconda parte della visita, quella che più ci ha entusiasmato, si snoda sui tre piani del museo, all’interno del complesso monastico, secondo una logica spazio-temporale. Dalle Domus dell’Ortaglia, fondate in epoca romana, si passa al periodo longobardo e alla visita della Basilica di San Salvatore, per poi scoprire il Coro delle Monache, edificato come ampliamento della stessa.

Si prosegue infine per l’Oratorio romanico di Santa Maria che, sebbene antecedente alla costruzione del Coro delle Monache, viene visitato per ultimo, in quanto occorre percorrere un brevissimo tratto all’esterno del corpo principale del museo.

La Vittoria Alata

Un capitolo a parte merita la “Vittoria Alata”, splendida statua in bronzo fino ad oggi esposta al Museo di Santa Giulia, nonché uno dei simboli della città.

Si pensa che la statua rappresentasse originariamente Afrodite mentre si rimira allo specchio. Successivamente la sua iconografia fu trasformata in Vittoria, con l’aggiunta delle ali e della tunica e con la sostituzione dello specchio con uno scudo sul quale la divinità incide il nome del vincitore.

vittoria alata al museo di santa giulia a brescia
Copia della statua della Vittoria Alata

La Vittoria Alata è attualmente in fase di restauro: al museo, in una sala a lei interamente dedicata, è oggi presente solo una riproduzione. Al termine dei lavori di restauro, verrà collocata al Capitolium, dove si stanno realizzando lavori di ristrutturazione per poterla accogliere e valorizzare al meglio.

Realtà aumentata al Museo di Santa Giulia

Un’esperienza a nostro avviso imperdibile, offerta da Fondazione Brescia Musei e da ARtGlass, software-house che ha il merito di aver sviluppato la tecnologia di cui sono dotati gli speciali occhiali multimediali necessari per vivere la realtà aumentata.

Cosa vuol dire “realtà aumentata”?

La realtà aumentata è la possibilità di calarsi nel luogo che si sta visitando, muovendosi al suo interno e sentendosi parte di esso. Non si tratta di maschere virtuali tipiche dei videogiochi, ma di occhiali che consentono di vedere sia il sito nella sua dimensione analogica che in quella digitale.

Un aiuto per meglio cogliere alcuni dettagli strutturali, ma anche e soprattutto, una possibilità meravigliosa per immergersi nella realtà dell’epoca.

Realtà aumentata al Museo di Santa Giulia: le Domus dell’Ortaglia e la Basilica di San Salvatore

La realtà aumentata al Complesso Monastico di San Salvatore – Santa Giulia è utilizzabile per scoprire le Domus dell’Ortaglia e la Basilica di San Salvatore.

Le Domus sono sono le antiche case romane, ritrovate dove ora sorge il Museo di Santa Giulia; poste lungo il decumano e fino alle pendici del colle, costituivano l’antica Brixia. Erano costruite su più livelli e collegate da scale e rampe.

Grazie alla realtà aumentata, è possibile “entrare” nella Domus di Dioniso e in quella della Fontana, ammirare gli splendidi mosaici, i luoghi di riposo, le fontane e il focolare della cucina. Semplicemente ruotando lo sguardo, si possono ammirare i soffitti, osservare dalle finestre e “sbirciare” nei locali attigui alla stanza in cui ci si trova, osservandone l’arredamento.

Nella Basilica di San Salvatore, la realtà aumentata consente di apprezzare dettagli meno visibili all’occhio umano; parzialmente cancellati dal tempo, riprendono vita e splendore grazie alla tecnologia.

E’ così possibile scoprire le tombe posizionate sotto il livello del pavimento, scoprire cosa rappresentano gli affreschi, vedere il pulpito posizionato all’interno della Basilica, sebbene oggi, ad “occhio nudo”, siano visibili solo alcune sue parti.

Si scende infine nella cripta anche senza dover fare le scale; volendo, è possibile visitarla anche in maniera “tradizionale”.

Un museo a misura di bambino

Il complesso museale è a misura di bambino: i ragazzi si divertono a scoprire la storia grazie alla realtà aumentata al Museo di Santa Giulia, ma anche grazie ai laboratori ed ai percorsi didattici proposti in funzione dell’età dei partecipanti.

A titolo gratuito, è anche possibile richiedere alla biglietteria dei fascicoli-gioco: nelle varie sale del museo i bambini potranno così scoprire alcune curiosità o rilevare gli aspetti di maggior interesse.

realtà aumentata al museo di santa giulia a brescia e percorsi didattici per bambini
Fascicolo-gioco per bambini

Al museo è inoltre presente un’area dedicata all’allattamento, oltre ad un fasciatoio.

Realtà aumentata a Brescia: dove?

Fondazione Brescia Musei ed ARtGlass collaborano per rendere la città una meta adatta alle famiglie. Oltre al Museo di Santa Giulia, è possibile vivere la realtà aumentata anche al Parco Archeologico di Brescia Romana. Purtroppo non vi possiamo raccontare la nostra esperienza: proprio nelle date della nostra permanenza in città, il Capitolium era chiuso per lavori di manutenzione.

Dopo la visita in realtà aumentata al Museo di Santa Giulia, siamo sicuri che valga la pena avvalersi della tecnologia ARtGlass anche qui.

Orari e Prezzi

Orari

  • Da martedì a venerdì: 9:00-17:00
  • Sabato, domenica e festivi 9:00-18:00
  • Giorno di chiusura: tutti i lunedì non festivi

Attenzione: La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del museo

Prezzi

  • Intero  € 10,00
  • Ridotto
    • € 7,50 – per gruppi da 10 a 30 persone e convenzioni
    • € 5,50 – per ragazzi dai 14 ai 18 anni e adulti sopra i 65 anni, studenti università e accademie
    • € 3,00 – per scuole, ragazzi dai 6 ai 13 anni e gruppi di minimo 10 studenti universitari
  • Pacchetto Famiglia: adulti biglietto ridotto; € 3 per ciascun figlio dai 6 ai 18 anni 

Prezzi per ingresso con realta’ aumentata

Alle tariffe sopra indicate, occorre aggiungere 6€ per il costo del noleggio degli occhiali. Il prezzo prevede il loro utilizzo presso le Domus dell’Ortaglia e la Basilica di San Salvatore, situate all’interno del complesso museale di San Salvatore – Santa Giulia.

Orari e prezzi sono quelli in essere al momento della stesura di questo articolo. Per essere aggiornato su orari e tariffe, agevolazioni e per prenotare on line la visita ai musei di Brescia, consulta il sito ufficiale della Fondazione Brescia Musei.

Articolo scritto in collaborazione con Fondazione Brescia Musei ed ARtGlass. Quanto scritto rappresenta le nostre reali opinioni ed è frutto della nostra esperienza personale presso il Museo di Santa Giulia.

Cerchi qualche idea per attività e luoghi interessanti nei dintorni? Visita la sezione Lombardia del nostro sito!

22 Risposte a “BRESCIA: realtà aumentata al Museo di Santa Giulia”

  1. Ciao ho imparato davvero molto leggendoti su Brescia e le sue bellezze. Per fortuna anche in Campania stanno ricreando luoghi con la realtà aumentata. Che bello che hanno pensato pure all’intrattenimento dei bambini

  2. Bella idea inserire la realtà aumentata nella visita al museo. Abbiamo fatto un’esperienza simile a Casa Batlò a Barcellona, mio figlio l’ha adorata. Mi hai dato un motivo in più per visitare Brescia.

    1. Ciao Annalisa, in questo caso la realtà aumentata sviluppata per il Museo di Santa Giulia è molto particolare: con gli appositi occhialini infatti, la realtà “analogica” viene supportata dalla realtà “digitale” e viceversa. Non si tratta infatti dei tipici occhiali solitamente in commercio per i videogiochi che proiettano in un “Mondo parallelo”. Si riesce infatti a vedere ciò che ci circonda in ogni caso, ma con un “aiuto”

  3. Grazie davvero tanto. La realtà aumentata è splendida per i bambini (a me da sempre un leggero senso di nausea). Brescia non è lontana ma ci sono stata una volta in mezzo secolo. Mi hai dato una bella idea per visitarla! Idee analoghe in zona ne abbiamo alcune, se ti servono info….

  4. Ho visitato il Complesso Museale di Santa Giulia parecchi anni fa in due occasioni di mostre di Van Gogh e degli Impressionisti ma non conoscevo questa nuova possibilità. Mi piacerebbe sperimentare l’esperienza con mio figlio e pertanto me lo appunto nel caso in cui avessimo occasione di fare un viaggio o weekend in quelle zone.

  5. Avendo due bambini che spesso ci accompagnano in giro per musei ho trovato che negli anni si è arricchita l’offerta nei loro confronti e queste nuove realtà di coinvolgimento mi piacciono tantissimo. Non conoscevo il museo di Santa Giulia e la sua offerta culturale.

  6. Le esperienze immersive aiutano molto anche i bimbi e sono un qualcosa di speciale. In Italia si usano poco (o meglio, molto meno di quel che si potrebbe) ma l’esempio di questo museo bresciano è davvero interessante.

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