Dall’Italia a Capo Nord in camper – parte I

Il viaggio per eccellenza. Il viaggio che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sognato di fare: dall’Italia a Capo Nord e ritorno. Una meta che invita alla scoperta, macinando chilometri e chilometri di asfalto, attraversando confini e paesaggi fino ad arrivare lassù, alla fine dell’Europa, dove lasciare bagagli pesanti per tornare più leggeri e vivi. Un viaggio adatto a tutta la famiglia.

Ti lasciamo il nostro diario di viaggio, augurandoti di arrivare dove la terra finisce, per respirare quel senso di libertà e sentire la vita scorrere nelle vene.

Noi abbiamo scelto di affrontare questo on the road in camper, ma abbiamo visto persino un trattore compiere il viaggio fino a Capo Nord!

Giorno 1: Italia – Hannover Münden (D) – Km 850

La nostra prima esperienza in camper: nessuna conoscenza specifica del suo utilizzo – abbiamo filmato scrupolosamente ogni spiegazione fornitaci alla consegna del mezzo, per essere sicuri di non dimenticarci nulla – ma armati di tanta voglia di stare insieme e di arrivare lassù, viaggiando dall’Italia a Capo Nord.

Sveglia all’alba (ore 5) ma, tra le ultime cose da caricare e quello che ci siamo dimenticati a casa e che quindi dobbiamo tornare a prendere dopo soli 3 km percorsi, riusciamo a partire davvero alle 7.

Che la strada fosse lunga ne eravamo consapevoli: non è del resto il nostro primo viaggio “dietro l’angolo”. Percorrere lunghi tratti in auto a 150 km orari, come si può fare normalmente in Germania, è sicuramente più semplice e rapido dei max 80-100 km/h effettuabili in camper. Rallentiamo perché non conosciamo ancora il mezzo preso a noleggio solo il giorno prima e a causa dei continui cantieri lungo tutta la rete autostradale.

Arriviamo così solo alle 19.30 ad Hannover Münden, graziosa e caratteristica cittadina nei pressi di Kassel, ad 850 km dall’Italia. L’area di sosta situata lungo il fiume è semplice ma carina. Vorremmo dormire, ma la piazzola è posta su una chiatta mobile ed il dondolio provoca un po’ di mal di mare. L’entusiasmo lascia il posto alla stanchezza di questa prima lunga giornata di viaggio dall’Italia a Capo Nord.

Campeggio e area sosta Camper ad Hannover Münden
Area Camper ad Hannover Münden

Giorno 2: Hannover Münden – Landskrona (DK) – km 750

Anche questa mattina la pioggia che ci segue dall’Italia non ci abbandona, né tantomeno le lunghe code sull’autostrada. Le ore sembrano non passare mai: i blocchi autostradali rendono interminabile il nostro viaggio dall’Italia a Capo Nord.

Alle 15 finalmente giungiamo a Puttgarden per imbarcarci verso la Danimarca e attraversare il mastodontico ponte di Malmö. Arriviamo a Landkrona, in un bel campeggio da cui ammiriamo il sole, comparso finalmente nel pomeriggio, calarsi delicatamente nel mare.

Giorno 3: Landskrona (DK) – Alvkarleby (S) – km 750

Giornata faticosa: partiamo sotto un diluvio che non ci lascia vedere il panorama. Sin dall’accensione del motore inoltre, anche il nostro navigatore ci abbandona: per fortuna la strada da percorrere oggi è sempre e solo la E4, quindi non corriamo alcun pericolo di perderci.

Lungo il percorso Luca vede due alci e scatta quindi l’invidia e la caccia all’avvistamento successivo: qualche rapace e un bellissimo daino.

Lasciamo alle nostre spalle Stoccolma, che non visitiamo in questo nostro viaggio dall’Italia a Capo Nord, poiché parte di un nostro precedente tour nel Sud della Scandinavia.

Paesaggio svedese in viaggio dall'Italia a Capo Nord
Verso Capo Nord

Sostiamo a Uppsala per un rapido sguardo al Castello e alla Cattedrale. Sono già le 18.30 ma decidiamo comunque di proseguire per Gamle Uppsala, luogo in cui si trovano tre tumuli vichinghi: tre semplici collinette visibili 24h su 24h gratuitamente. La sosta è brevissima: siamo stanchi e dobbiamo cercare il campeggio con il solo “fallibile” intuito; la strada da noi seguita si rivela infatti errata e ci ritroviamo sull’autostrada.

Alle 19 giungiamo ad un bel campeggio sul lago nei pressi di Bjonkoping, ma scopriamo che chiude alle 18; al numero di telefono presente all’ingresso non risponde nessuno. Delusi, chiamiamo l’Alvkarleby Fiskecamp, trovato sulla nostra guida, pochi istanti prima della sua chiusura. Se deciderai di visitare la Svezia, ricordati che qui, anche in estate, le attività terminano generalmente intorno alle 18.

Giorno 4: Alvkarleby – Nordmaling – km 470

Buon Compleanno! Festoni colorati appesi ovunque nel nostro camper salutano gli 8 anni del nostro ometto. Un abbraccio, un augurio e subito pronti per proseguire verso Gävle, dove facciamo solo una rapida sosta per il pranzo.

La strada è lunga e sonnolenta; il nostro camper si lascia alle spalle qualche centro industriale dall’acre odore e case rosse sparse qua e là tra prati e laghi. 

Percorriamo 470 km prima di giungere al Nordmalings Camping Rödviken, semplice, pulito ed ordinato campeggio sul mare. I bambini possono divertirsi sui giochi a loro disposizione mentre io preparo la cena. In Svezia il campeggio libero è proibito e noi ci atteniamo alle regole nazionali.

Sono le 19.30 ma il sole ancora splende alto e ci regala un paio d’ore di luce e calore, consentendoci  di cenare sotto la nostra veranda e festeggiare il compleanno di Lorenzo con una torta.

Giorno 5: Nordmalings – Rovaniemi (FIN) – km 560

Maciniamo chilometri fin dal primo mattino, lungo una strada che offre un paesaggio via via più brullo e punteggiato da qualche solitaria casa rossa. Di tanto in tanto, i maggiori centri abitati come Sundsvall ripropongono al nostro olfatto lo stesso odore acre di Gävle: proviene probabilmente dalle industrie della zona, ma non ne troviamo conferma nemmeno sulle guide.

Evitiamo di sostare a lungo anche per pranzare: la nostra prima meta si avvicina e diventa prioritario per noi raggiungerla. Arriviamo nella moderna Rovaniemi alle 17 ora locale, considerando che il fuso orario in Finlandia è avanti di un’ora rispetto alla Svezia.

Decidiamo di non fermarci a visitare l’Artikum – avremo modo di apprendere notizie e curiosità sulla vita dei Sami a Karasjiok – e di puntare quindi al Circolo Polare Artico. Giungiamo giusto in tempo per incontrare Babbo Natale: gli ultimi della giornata a fargli visita.

Babbo Natale al Santa Claus Village
L’emozione di un incontro

Nella sua casa al Santa Claus Village ci riceve parlando italiano e lasciando i bambini a bocca aperta. Foto e video sono di rito: l’ingresso è gratis, ma si pagano 25€ per la foto stampata o 59€ per un book fotografico e un video in formato digitale (foto e video personali sono vietati). Riusciamo a visitare solo un piccolo negozio del villaggio poiché alle 18 chiude tutto.

Villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi
Santa Claus Village

Dopo l’emozione dell’incontro con Babbo Natale, pernottiamo al Camping Ousnaskoski Rovaniemi, strategicamente posizionato vicino alle vie principali della città e con vista panoramica sul fiume. Il campeggio è molto pulito e dotato di ogni confort (caffetteria, stireria, lavanderia, internet).

Giorno 6: Rovaniemi – Ranua – Rovaniemi – km 160

Oggi 21 gradi: dopo i 28 di ieri sembra freschino.

La giornata inizia alle 9 con la visita del Ranua Zoo (aperto dalle 9 alle 19), a 79 km da Rovaniemi. Non amiamo solitamente visitare gli zoo, ma in questo caso ne vale davvero la pena: vi si trovano gli esemplari endemici della Scandinavia, dall’Orso Polare alla lince, da vari tipi di gufi alla volpe artica.

La visita si snoda per 3 km lungo una passerella di legno all’interno del bosco lappone: la natura è incontaminata e gli animali ben tenuti. L’incontro con l’Orso Polare è entusiasmante: madre e cucciolo che giocano nell’acqua e si coccolano restano un’immagine viva nel nostro cuore.

Dopo 3 ore di visita allo zoo, proseguiamo per il Santa Claus Park (da non confondere con il Santa Claus Village); se vuoi visitarlo, verifica date e orari di apertura: all’epoca del nostro viaggio era aperto solo fino alla prima decade di agosto, dalle 10 alle 17, e il biglietto d’ingresso per la famiglia costava 56€.

Il Santa Claus Park è un parco divertimenti: una grotta scavata nella terra dove è possibile:

  • assistere a spettacoli di elfi,
  • decorare i biscotti di zenzero con Miss Gingerbread,
  • scrivere con il pennino il proprio desiderio da inserire nel Tamburo dei Sogni,
  • ascoltare (in inglese o lappone) le storie del Sig. Elfo,
  • divertirsi sul trenino magico,
  • visitare la scuola degli elfi,
  • ammirare le statue di ghiaccio con la Principessa dei Ghiacci
  • passare sotto il circolo polare artico.

Si può anche incontrare un altro Babbo Natale. Abbiamo dovuto specificare ai bambini che si tratta in questo caso di una rappresentazione, dato che il Babbo Natale qui presente non è lo stesso incontrato il giorno precedente al Santa Claus Village.

La descrizione porterebbe a pensare ad una struttura molto ampia: si tratta in realtà dell’ennesimo centro natalizio, neanche particolarmente ampio, che propone principalmente souvenirs, e qualche scenografia natalizia. Da visitare solo se si hanno bambini piccoli: a loro piace comunque molto.

Delle due ore passate al Santa Park (una sarebbe stata comunque sufficiente a nostro avviso), torniamo al Santa Claus Village per visitare i negozietti non ispezionati il giorno precedente e spedire le cartoline dall’ufficio postale, che appone uno speciale timbro. Ci mandiamo anche una cartolina per Natale: è infatti possibile inviare lettere o cartoline per il periodo natalizio, depositandole in un’apposita buca.

I negozi si rivelano poco interessanti: prezzi alti in alcuni casi e spesso solo souvenirs “di massa” di provenienza asiatica. Usciamo solo con un cappellino e un paio di babbucce di lana.

Giorno 7: Rovaniemi – Honningsvag (N) – km 702

Partiamo di  buon mattino: il tragitto da percorrere anche oggi è piuttosto lungo.

Boschi di betulle e sequoie si susseguono fino ad Inari, dove si trova un Museo Sami: un paio di sale in cui sono esposti diversi animali endemici imbalsamati (meglio vederli vivi al Ranua Zoo) e qualche accessorio di vita quotidiana. All’esterno alcune case e tende Sami piuttosto interessanti permettono di meglio comprendere la vita in questa landa desolata.

Proseguiamo verso Karasijok: il territorio è sempre meno popolato; la strada è particolarmente divertente anche per i bambini, grazie alle numerose salite e discese con pendenze fino al 10%. Ci imbattiamo in alcune renne che pascolano lungo e sulla strada.

Sostiamo per vedere un altro Museo Sami, dove troviamo nuovamente alcune case Sami ricostruite e alcuni oggetti di vita quotidiana all’interno di due piccolissime sale. Il museo è in parte una copia di quello di Inari. Decidiamo di non visitare anche il Sami Park, che sembra essere uguale ai primi due.

La pioggia ci accompagna, mentre il paesaggio diventa sempre più brullo pur essendo costeggiato da laghi e fiumi. L’intenzione è quella di sostare per la notte a Lakselv, ma la pioggia battente ci invita a proseguire.

La vegetazione lascia spazio ad ampie distese battute dal vento. Passiamo il tunnel di Nordkapp e arriviamo sull’Isola di Mageroya lungo l’unica strada percorribile, spesso interrotta da lavori di ampliamento della carreggiata. Anche qui il tempo non è dei migliori e decidiamo pertanto di non proseguire fino a Capo Nord, dove non si avrebbe una buona visibilità. 

Honningsvag
Honningsvag

Il Nordkapp Camping ci accoglie alle 21 offrendoci un bel panorama sul fiordo; i bagni sono nuovi e molto puliti e sono molto buoni anche i servizi offerti. In Norvegia i campeggi permettono l’ingresso a qualunque ora: si prende possesso della propria piazzola e, se non c’è nessuno alla reception, si paga il giorno seguente in fase di check out. Splendido popolo quello dei Norvegesi: solari, estroversi, sempre disponibili e fiduciosi nei confronti degli altri.

La luce non ci invoglia a dormire, ma l’indomani ci attende una giornata molto, molto lunga.

Giorno 8: Honningsvag – Capo Nord (km 40 ca)

Lasciamo che il nostro spirito vaghi per questi luoghi battuti dal vento, riempiendosi di infinito: l’Isola di Mageroya è di una rara e desolata bellezza.

Visitiamo brevemente il piccolo paesino di pescatori di Skipsfjiorden, poi proseguiamo in totale tranquillità. Paesaggi meravigliosi si stagliano davanti ai nostri occhi, mentre percorriamo la strada che ci conduce a Gjesvaer: laghi, fiumi, isolotti sparsi e brulle distese punteggiate da renne, alcune dal colore albino, si susseguono.

Giunti a destinazione, alle 12.15 ci imbarchiamo con la compagnia Olat, che ci viene indicata come molto professionale, per effettuare un birdsafari in questa splendida riserva naturale (i bambini partecipano gratis all’escursione).

Siamo in pochi a bordo e i soli a prua: vogliamo solcare il mare immergendoci nel vento per godere appieno della natura.

Birdwatching a Gjesvaer Capo Nord

Colonie infinite di pulcinella di mare, sule, gabbiani tridattili, urie, aquile di mare, cormorani e altre migliaia di uccelli volano sopra di noi e nuotano accanto alla nostra imbarcazione. Il sole è alto nel cielo, ma il vento non gli permette di scaldarci. Un paio di foche si nascondono in acqua al nostro passaggio, mentre il paesaggio incontaminato ci fa percepire l’infinito.

Al termine dell’escursione è d’obbligo una tazza di crema calda davanti al bellissimo fiordo: il freddo, nonostante la maglia termica, gli strati di maglioni e la giacca a vento, è penetrato nelle ossa.

Verso Capo Nord
Verso Capo Nord

Sono le 16 quando riprendiamo il nostro viaggio verso Capo Nord. Valutiamo l’ipotesi di effettuare un’ora di trekking (andata e ritorno) lungo il sentiero che porta fino all’estremità dell’Isola: Nordkapp non è in realtà il punto più a Nord raggiungibile dall’uomo, ma dalle auto. Non ci sono che parcheggi lontani dall’inizio del sentiero e fa molto freddo a causa del vento. Abbandoniamo quindi lo spirito sportivo e proseguiamo per Capo Nord.

Dall’Italia a Capo Nord: finalmente la meta

Finalmente il nostro sogno di realizza: dall’Italia a Capo Nord, la meta ambita del nostro viaggio, la fine dell’Europa, il luogo dove abbandonare i nostri pensieri, i problemi, le difficoltà e da cui ripartire carichi di emozioni.

Costo dell’ingresso all’epoca del nostro viaggio: 250 NKR /pax per poter accedere al sito 48h, 160 NKR per 12 ore, accesso alla sala film del Centro Visitatori escluso. Optiamo per il biglietto valido due giorni: dormiremo così nel nostro camper, sul piazzale di Capo Nord.

Il vento è pungente anche con la tuta da sci, ma il paesaggio è così incantevole che il freddo passa in secondo piano. Dopo innumerevoli foto decidiamo di visitare il centro e di approfittare per l’acquisto di qualche souvenir; inviamo anche una cartolina al nostro indirizzo, per avere come ricordo il timbro dell’ufficio postale di Capo Nord.

Capo Nord

Alle 22 ceniamo in camper ammirando il tramonto; il sole in questo periodo dell’anno cala intorno alle 22 per albeggiare poi verso le 2 di notte.

A mezzanotte brindiamo al nostro viaggio ed al nostro futuro, attendendo l’alba. Siamo solo Luca, io ed un paio di altri avventurieri a sfidare il freddo della notte. Incantati, ammiriamo una splendida luna piena guardare il sole negli occhi e baciarsi sovrastando i tetti dei camper.

Siamo qui, ora, insieme.

Scopri il nostro itinerario di rientro da Capo Nord all’Italia, nel nostro articolo sul blog.

6 Risposte a “Dall’Italia a Capo Nord in camper – parte I”

  1. Un viaggio on the road in Norvegia è il mio sogno. Avrei bisogno di settimane per visitarla tutta perché mi piacerebbe molto vedere anche le Lofoten e le Svalbard (ma che prezzi!!!), ma intanto sogno un po’ leggendo il tuo blogpost.
    Ho letto che molti sono rimasti delusi dalla Casa di Babbo Natale (credevo che fosse aperta solo in periodo natalizio, invece è aperta tutto l’anno). Voi la consigliate? Anche a chi viaggia senza bimbi?

    1. Per cercare di risparmiare il più possibile noi abbiamo riempito il gavone del camper di provviste per tutto il periodo di viaggio, dato che anche l’acqua è molto cara. Quanto alla Casa di Babbo Natale, devo dire che il villaggio effettivamente è molto commerciale, ma la magia dell’incontro con lui emoziona anche i grandi.

  2. Hai detto bene, arrivare dove la terra finisce e respirare questa libertà!! Sarebbe un sogno anche per noi fare questo viaggio, ma già l’emozione è leggere questi racconti, organizzarlo, preparare tutto e poi partire, magari in camper 🙂 bello bello bello

  3. Ragazzi che invidia! Anche noi stiamo valutando di passare ad un van, per poter vivere esperienze simili, nella piena libertà di movimento e di azione. I posti in cui avete fatto tappa poi devono essere davvero speciali, e spero di poterli vedere anche io prima o poi.

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