Babbo Natale: l’emozione di un incontro

Casa di Babbo Natale

Babbo Natale esiste. Sfido chiunque a dire il contrario. Quanti bambini vengono privati della sua magia da genitori che non credono nelle fiabe e che ritengono che la fantasia debba ad un certo punto lasciare spazio alla sola realtà?

Si può essere adulti, genitori e seri professionisti senza smettere di sognare.

Babbo Natale non mi portava i doni il 25 Dicembre: ci pensava Gesù Bambino; chissà come faceva una piccola creatura a sobbarcarsi un incarico tanto pesante. Babbo Natale rappresentava per me la figura di un nonno benevolo che, con i suoi elfi, ascoltava i desideri ed i pensieri dei bambini.

Vedevo immagini di lui partire con la sua slitta carica di regali, eppure non mi chiedevo perché a me pensasse Gesù Bambino e non lui: semplicemente si erano suddivisi i compiti.

Nonostante “non rientrassi nel suo ambito di competenze”, sono sempre stata affezionata alla figura di questo vecchietto dalla lunga barba bianca e ho sempre sognato di incontrarlo.

Sarebbe stato sicuramente fantastico poterlo abbracciare quando, all’età di sei anni, ho raggiunto Capo Nord con i miei genitori ma, all’epoca, non esisteva la sua casa al Circolo Polare Artico.

Ho così atteso “solo” 40 anni per potermi avvicinare a lui e vedere i suoi grandi occhi da vicino.

Un viaggio che sa di attesa

40 anni di vita e 7 giorni di viaggio on the road in camper: quelli necessari a raggiungere il Villaggio di Santa Claus a Rovaniemi. Un viaggio che sa di attesa, lungo strade nella foresta e fiumi, attraverso distese di nulla e odore di legno bruciato, accompagnati dal silenzio e da renne sonnecchianti.

Ricordo ancora l’arrivo a Rovaniemi, con l’emozione nascosta tra i sorrisi e il caldo atipico del periodo: pieno agosto, ma i 28°C serali e il sole del Circolo Polare Artico contrastavano con i piovosi 15°C della nostra Italia.

L’incontro con Babbo Natale

Incontrare Babbo Natale a Rovaniemi
L’incontro con Babbo Natale

Sandali e canotta, maglietta e pantaloncini: ci sembra il modo di presentarci all’incontro?

Così abbigliati ci avviciniamo all’ingresso alla sua casa; un elfo ci accoglie chiedendo la nostra provenienza. I bambini lo guardano straniti: è un po’ più alto di come immaginavano gli aiutanti di Babbo Natale. Chissà se è davvero l’elfo ad essere fuori misura o sono loro piccoli piccoli?

Veniamo accolti da Babbo Natale con la sua lunga barba bianca e da tanti flash dei fotografi presenti, non perché siamo famosi, ma per immortalare ogni momento del nostro incontro e pagare poi (a caro prezzo) immagini e video da portarci a casa come ricordo.

Stretti stretti alla loro letterina per il dolce vecchietto, i bambini non hanno più parole e rispondono a monosillabe alle domande di Babbo Natale, che chiede del nostro viaggio, prova a contare con loro e elargisce grandi sorrisi.

I nostri cinque minuti di magia passano in fretta e Babbo Natale ci saluta, conferendo ai bimbi un adesivo di “Bravo Bambino” da apporre sulla maglietta. Felici di essere buoni e sicuri così di ricevere i regali il giorno di Natale, gli attoniti bambini salutano Santa Claus e, con gli occhi pieni di emozione, si avviano all’uscita.

Un’emozione per i più piccoli, ma anche per noi grandi che ci paralizziamo in un sorriso a trentadue denti e nascondiamo una lacrimuccia dietro le ciglia.

Magia o Marketing?

Il Villaggio di Babbo Natale, con tutti i suoi negozi di souvenir, è sicuramente un’ottima operazione di marketing: vuoi non tornare a casa con un ricordo di questo luogo o con il filmato del tuo incontro con Babbo Natale?

Ma Babbo Natale esiste davvero, almeno nel cuore di chi vuole credere alla magia ed all’emozione del suo incontro. Basta lasciare da parte il contorno, i flash dei fotografi e le renne di peluche che puoi acquistare nei negozi, per ritrovarti avvolta dal dolce sorriso di Santa Claus, dai ricordi di bambina e dalla magia del Natale.

Babbo Natale esiste ed è dentro ognuno di noi.

Cerchi un luogo in Italia dove incontrare Babbo Natale? Sei mai stato ad Ornavasso? Trovi tutte le info nel nostro articolo.

10 Risposte a “Babbo Natale: l’emozione di un incontro”

  1. Che bello il tuo concetto, Anche per me i doni li portava Gesù Bambino ma alle favole bisogna credere, i sogni sono quelli che ci aiutano ad andare avanti in un realtà che spesso non ci piace. Disilludere i bambini è una crudeltà e anche se in sandali e canottiera sono certa che l’incontro con Babbo Natale è stato emozionante, d’altra parte quando no è in giro con la slitta il vecchietto non scompare, avrà altre incombenze e voi lo avete visto in uno di quei momenti.

  2. Da bambina ho sempre creduto a babbo natale e cercherò di rendere anche l’infanzia di mio figlio magica come la mia. Il “caro prezzo” un po mi spaventa e mi scoraggia perché toglie un po della magia dall’incontro.

  3. Sarà anche un’ operazione di marketing e su quello non c’è dubbio ma l’emozione di incontrare Babbo Natale è comunque tanta (penso…) . Purtroppo non sono mai stata a Rovaniemi, è abbastanza costoso per le mie tasche… spero di andarci comunque, prima o poi

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