Périgord: alla scoperta di una delle regioni francesi più affascinanti

PERIGORD: una meta poco conosciuta dalle famiglie italiane, ma ideale per una vacanza con i bambini!

Quasi per caso, leggendo una rivista di turismo, mi sono innamorata di questa zona, punteggiata di castelli, grotte spettacolari, parchi, giardini e romantici borghi incantati adagiati lungo la Dordogne. Valigia pronta: si parte!

Il nostro Itinerario nel Périgord

Giorno 1: Italia – Millau (km 800)

Cavalier Lorenzo (4 anni) e Principessa Greta (9 mesi) montano sul loro cavallo grigio (la nostra auto), pronti ad avventurarsi in luoghi fiabeschi, non prima di aver fatto una sosta per il pranzo ad Arles e, in seguito, al Ponte di Millau, il più alto d’Europa con i suoi 343 metri.

ponte di millau, il ponte più alto d'europa
Il Ponte di Millau

Il viaggio è lungo, ma ripagato dal rilassante pernottamento in una fattoria nei pressi del ponte, dove cavalli e galline divertono i ragazzi.

Giorno 2: Millau – Padirac (km 170)

Oggi visitiamo Rodez, dove spicca la bellissima Cattedrale gotica di Nôtre Dame, prima di raggiungere la Gouffre de Padirac: una scala, all’interno di una voragine scavata dall’acqua, ci porta circa 100 metri sotto terra. Costeggiamo la sorgente e percorriamo l’ultimo tratto in barca. Incantevole anche per Greta, che sgrana gli occhioni dal calduccio del marsupio portato dal papà.

Giorno 3: Padirac – La Roque Gageac (km 70)

Ultimo tratto ‘on the road’ prima di arrivare a La Roque Gageac, il paesino dalle case con il tetto nero e a punta che tanto aveva acceso i miei sogni di viaggio e che sarà la base della nostra successiva settimana alla scoperta della zona.

paese nella roccia in francia la roque gageac
La Roque Gageac


Prima di raggiungerlo, ci fermiamo a Rocamadour, dove non si possono perdere gli spettacoli medievali di Durandal e la salita a piedi alla Cité Religieuse, che guarda il borgo dall’alto.

Visitiamo i paesini di Gourdon e di Domme, attraversiamo splendidi paesaggi baciati dalla Dordogne e finalmente eccoci alla nostra meta.

paesaggio dordogna da domme
La Dordogne da Domme

Giorni 4 – 9: La Roque Gageac e dintorni

La DoRdogne

Una vacanza in questa Regione significa assecondare i ritmi tranquilli del fiume che la attraversa: la Dordogne scorre lenta tra le bellezze storiche e paesaggistiche.

Diverse sono quelle da noi visitate durante la nostra permanenza nel Périgord e che ti consigliamo.

Anzitutto non perderti una gita a bordo di una gabarre, tipica imbarcazione che solca la Dordogne, partendo da Dommes o da Beynac, per ammirare il panorama e i Castelli da un punto di vista insolito.

gabarre tipica imbarcazione dordogne
Gabarre sulla Dordogne

I Castelli

Da visitare durante un viaggio nel Périgord sono sicuramente anche i castelli di Castelnaud e Beynac e i villaggi da questi dominati (anche qui splendide rivisitazioni storiche in costume medievale, tanto amate dai bambini).

Particolare anche la Maison Forte de Reignac, uno strano castello costruito nella roccia, apparentemente piccolo, ma che nasconde ampie sale allestite. Qui l’accesso è difficoltoso a causa delle scale strette e affollate ma, qualora il tuo bimbo sia ancora in fasce, il marsupio ti sarà d’aiuto; diversamente occorrerà alternarsi nella visita attendendo che la tua metà abbia apprezzato tutte le meraviglie del luogo mentre tu accudisci il pargolo.

maison forte de reignac casa fortificata nella roccia in francia
Maison Forte de Reignac

Le Grotte

Il Périgord nasconde splendide grotte, ognuna con caratteristiche peculiari. Le Grottes de la Cave di Sarlat, per esempio, entusiasmano grazie al fatto che vi si accede dapprima a bordo di un trenino per poi uscirne, sbalorditi e rilassati, in barca.

Non può mancare un ritorno alle origini della nostra storia alla famosa Grotta di Lascaux, dove vi sono interessanti dipinti preistorici: si visita una riproduzione fedelissima della stessa, per evitare che un simile patrimonio venga danneggiato dalle numerose visite. Ti consigliamo vivamente di prenotare in anticipo per evitare la delusione di non riuscire ad accedere, anche andando presto la mattina.

Potrai rivivere il periodo preistorico anche alle Grottes du Roc De Cazelle o alla Roque St Christophe, abitazioni troglodite scavate nella roccia, con installazioni che ricordano la vita di quel periodo; non ultimo il Museo di Les Eyziés de Tayac con diversi reperti archeologici.

Grotte, grotte e ancora grotte…Stanco di vederne? Assolutamente NO, anzi un peccato non riuscire a visitarle tutte! Ognuna è completamente diversa dall’altra (chi lo avrebbe detto!?), come la Grotta del Bara-Bahau (quella degli orsi e degli uomini), o la super-favolosa Grotta di Proumeyssac, dove consigliamo la prenotazione, soprattutto per poter scegliere l’opzione (facoltativa e con supplemento, riservata a 10 persone alla volta) di calarsi, a bordo di una navicella, all’interno della cavità passando da una dolina naturale posta in cima alla grotta: luci e suoni faranno il resto! A qualcuno tutto questo potrà sembrare pacchiano, ma ai bambini sicuramente no (e a noi nemmeno). All’uscita dalla grotta troverai anche dei giochi per bambini.

calata dalla dolina con la navicella all'interno della grotta di proumeyssac
La navicella all’interno della Grotta di Proumeyssac
photo credit: www.gouffre-proumesseyssac.com

Giardini incantati

Un viaggio nel Périgord significa anche passeggiare in giardini incantati: i Giardini di Marqueyssac, per esempio, danno la possibilità ai bambini di fare una piacevole passeggiata nel verde, giocare negli appositi spazi a disposizione e ammirare il panorama della regione.

giardini di marqueyssac con il passeggino
I romantici Giardini di Marqueyssac

Molto particolare anche il giardino del Maniero di Eyrignac a Sarlat, con le sue siepi intagliate ad arte, che a noi è rimasto nel cuore soprattutto per la perdita di “Arturo”, un filo d’erba raccolto nel vasto prato e così chiamato da Lorenzo, ma smarrito poco dopo: quante lacrime ha versato e quanto a nulla è valso il tentativo di consolarlo raccogliendone un altro…

Sempre a Sarlat, molto carino (e gustoso!) il mercato di prodotti tipici che si tiene il sabato mattina: olio, fois gras, erbe aromatiche e formaggi francesi per accontentare tutti i palati.

pArchi Tematici

Nel Périgord si trova anche il Parco tematico Le Bournat, dove alcune attrazioni sono state collocate all’interno di un villaggio a tema per scoprire come si viveva all’inizio del 1900: i bambini potranno visitare le ricostruzioni di abitazioni, negozi e attività commerciali, giocando ed imparando allo stesso tempo.

mulino parco tematico le bournat villaggio ricostruito in francia
Il mulino del Parco Tematico Le Bournat

Città

Hai altro tempo a disposizione prima del rientro? Puoi allora spingerti fino a Périguex per visitarne la Cattedrale o percorrere i ca. 200 km che ti separano da Bordeaux. Potrai esplorare la città, ma soprattutto divertirti sulla sua nota duna di sabbia, che giunge fino al mare, o bere un buon bicchier di vino (d’altronde qui parliamo di vacanze in famiglia, non solo per bambini!)

Giorni 10-11: Périgord – Italia

Gli ultimi due giorni della vacanza sono dedicati al rientro in auto, il mezzo di trasporto preferito per i nostri viaggi.

Naturalmente una tappa intermedia è d’obbligo; noi scegliamo di fermarci in un paesino della Provenza solo per la notte: il lavoro ci attende e dobbiamo accelerare il rientro.

Come muoversi con i bambini piccoli nel Périgord?

Un marsupio o uno zaino per bambini da mettersi in spalla (o tenersi davanti dove i percorsi sono meno agevoli) sono l’ideale. Un po’ meno comodo il passeggino, a causa dei vicoli tortuosi e i luoghi da visitare, oltre alle strade acciottolate.

Un viaggio nel Périgord è in ogni caso consigliato per grandi e piccini: ritmi tranquilli, natura, cultura e divertimento!

Se sei interessato ad altri luoghi meravigliosi in Francia, leggi anche gli articoli sull’Isola di Porquerolles e sulle spettacolari Gole del Verdon.

20 Risposte a “Périgord: alla scoperta di una delle regioni francesi più affascinanti”

  1. Il Perigord è una delle zone di Francia che preferiamo e dopo due viaggi sicuramente ne faremo un terzo per scoprire i tanti paesini che ancora ci mancano all’appello. Leggendo l’articolo mi è venuta voglia di ripartire subito.

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