Il VILLAGGIO OPERAIO di Crespi D’Adda e la Centrale Idroelettrica

Il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda, sito UNESCO, si trova in Lombardia, nel Comune di Capriate di San Gervasio, in provincia di Bergamo, in un luogo dai “confini certi”, così come voleva il suo fondatore: i fiumi Adda e Brembo e le Prealpi, che delineano l’estrema punta dell’“Isola bergamasca”.

Un salto indietro nel tempo, tra fine Ottocento ed inizio Novecento, che mostra quanto fosse illuminato il suo fondatore e quanto la possibilità di viaggiare e di confrontarsi con modalità diverse di vivere e lavorare possa aiutare a sviluppare nuove idee all’avanguardia per l’epoca.

Del Villaggio di Crespi D’Adda fanno parte anche la Centrale Idroelettrica e, ovviamente, la Fabbrica Cotonificio Crespi.

Durante la nostra visita, abbiamo avuto modo di conoscere più approfonditamente le prime due; un’esperienza che si è rivelata molto utile per comprendere la realtà lavorativa dell’epoca.

Il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Cristoforo Benigno Crespi fonda il villaggio a partire dalla fine dell’Ottocento per ospitare gli operai della sua fabbrica tessile. È però il figlio Silvio Benigno a sviluppare la città, dopo aver essere stato in Germania e Inghilterra per studiare il funzionamento dei cotonifici dei due Paesi e aver appreso le novità nell’ambito della tessitura.

Consapevole di quanto sia importante far coesistere vita privata e vita lavorativa dei suoi operai, crea un luogo dove i suoi lavoratori trovano tutti i confort necessari ad indurli a restare in fabbrica.

Per salvaguardare la salute dei propri lavoratori, tutelando conseguentemente i propri interessi, Silvio Benigno Crespi, nella sua “città ideale fondata sul lavoro” richiede la presenza di un medico, istituisce i bagni pubblici e realizza ampie finestre per illuminare i locali industriali storicamente bui e destinati ad una manodopera proveniente dall’agricoltura, non abituata ad operare al chiuso e nell’oscurità.

Villaggio Operaio di Crespi d'Adda
Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Visitare il villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Il nostro tour alla scoperta del villaggio parte proprio davanti all’Info Point, dove ci attende una guida molto preparata che, nel corso di una passeggiata di un’ora e trenta, ci porta a conoscere gli aspetti salienti e quelli più curiosi della vita al villaggio.

All’interno dell’Info Point è possibile:

  • Acquistare i biglietti per visita guidata o ritirare quelli prenotati online
  • Acquistare il kit per la visita in autonomia
  • Ricevere informazioni
  • Acquistare libri e materiali didattici legati alla vita al villaggio e souvenirs

Sulla scala che conduce all’Info Point, grazie ad immagini e scritte, è possibile ripercorrere le tappe fondamentali della fabbrica e del villaggio grazie ad un’infografica.

In un’apposita sala vengono inoltre proiettati racconti sulla vita a Crespi D’Adda; è inoltre presente la toilette.

L’Info Point del Villaggio Operaio di Crespi d’Adda: la scuola del villaggio

Quello che attualmente accoglie i visitatori alla scoperta del villaggio, un tempo era la scuola dei figli degli operai. Era un luogo fondamentale per Crespi, poiché formava i futuri lavoratori della sua fabbrica, innalzandone il livello culturale.

La scuola era molto severa, così come la vita che gli studenti avrebbero affrontato a partire dagli otto anni, età in cui venivano inseriti nel mondo del lavoro. L’istruzione doveva infatti permettere al bambino di saper leggere, scrivere e far di conto.

Per gli alunni più meritevoli, erano previste borse di studio per proseguire gli studi. La famiglia Crespi metteva anche a disposizione una navetta per recarsi alla scuola professionale di Bergamo, con la prospettiva di diventare capo reparto.

Per le ragazze era prevista una scuola di economia domestica con doppio indirizzo: arti culinarie e cucito.

Infopoint villaggio operaio di Crespi d'Adda
Info Point/Scuola del villaggio

La Chiesa del Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

La chiesa del villaggio è molto simile alla Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto di Busto Arsizio, luogo di provenienza della famiglia Crespi.

Si tratta di una chiesa cinquecentesca, realizzata pare su disegni del Bramante, dall’ingresso in marmo rosa di Verona. Tipica chiesa rinascimentale con cupola ottagonale, racchiude al suo interno una volta affrescata con cielo stellato dal Cavenaghi.

La chiesa era frequentata anche dalla famiglia Crespi, che si soffermava a chiacchierare con i locali dopo l’omelia, raccogliendone così il consenso.

Il Parroco era stipendiato dalla ditta; era infatti stato chiesto un prete per il villaggio, ma la chiesa non era concorde. Era stato pertanto trattato vitto, alloggio e offerte dei fedeli per poterne avere uno. La chiesa, infatti, è un punto focale di ogni paese ed un servizio fondamentale per la comunità.

Chiesa del Villaggio Operaio di Crespi d'Adda
Chiesa

La casa del prete, del medico e il lavatoio

Al lato sinistro della Chiesa si trova il lavatoio, punto “social” del villaggio. È qui infatti che le persone si incontravano e chiacchieravano, raccontando tutti i pettegolezzi della giornata.

Dalle loro case, poste sulla collina sovrastante il lavatoio, il prete ed il medico osservavano tutto ciò che accadeva in paese.

Lavatoio, villa del medico e Canonica di Crespi d'Adda
Lavatoio, Villa del Medico e Canonica

Le case operaie

Le case degli operai erano dipinte di bianco, rosso e verde, rappresentativi della bandiera italiana. Le abitazioni non erano di proprietà; il contratto prevedeva la cura anche dei giardini, tanto che veniva organizzato il concorso per il giardino più bello, proprio per incentivarne la manutenzione.

Particolare attenzione era posta da Crespi, affinché le famiglie andassero d’accordo.

Le case dei capi reparto

Le case più esterne all’abitato, situate nei pressi della pineta, erano quelle dei capi reparto, dotate di un giardino anziché di orti, con geometrie tardo-liberty, balconi, scaloni di entrata e legno in stile rustico.
Nelle case dei capi reparto abitavano due famiglie; in quelle dei dirigenti solo una famiglia, che non era tenuta al pagamento dell’abitazione.

Le case operaie e le case dei capi reparto sono tuttora abitate: è quindi necessario evitare gli schiamazzi e rispettare le proprietà.

La Pineta

La pineta doveva essere un’ulteriore zona di ampliamento dell’area industriale. I Crespi falliscono però dopo Wall Street e a causa di Mussolini che, avendo innalzato il valore della lira pareggiandolo a quello della sterlina, fa perdere interesse nelle importazioni da parte dei Paesi stranieri.

Accanto alla pineta sorgeva il panificio e uno spaccio dove la popolazione poteva acquistare ciò di cui necessitava.

Bagni pubblici, piscina ed ospedale

Ai bagni pubblici si accedeva con una tessera di abbonamento ogni giovedì, un tempo giorno di vacanza, da presentare il giorno seguente al rientro in fabbrica per dimostrare di essersi lavati, a tutela della propria salute e di quella altrui. All’interno, oltre alle docce, anche una piscina.

Accanto ai bagni, un piccolo ospedale edificato nel 1904, dove accogliere i malati semplici e dove effettuare operazioni urgenti.

Altri servizi

A Crespi d’Adda sono stati installati i primi telefoni e l’energia elettrica è arrivata 20 anni prima che in altri posti.

Erano inoltre presenti un cinematografo ed un teatro con una banda che suonava agli eventi.

Fu inoltre inaugurato uno dei primi asili, curato dalla moglie del fondatore, sempre con obiettivo doppio: svincolate mamme dal tempo da dedicare ai bambini, per poter permettere loro di lavorare. L’azienda era operativa tutti i giorni, 24h/24h.

La Villa Padronale

Era la villa estiva dei Crespi, nonché un punto strategico per osservare il villaggio, la centrale e la fabbrica. Oggi appartiene ad un privato e non è quindi visitabile.

Villa Padronale del Villaggio Operaio di Crespi d'Adda
La Villa Padronale

La Fabbrica Cotonificio Crespi

La fabbrica del cotone lavorava 80 mila fusi all’anno; veniva prodotto soprattutto denim. C’era poi una filatura e un reparto chimico per la tinteggiatura dei tessuti.

Nel periodo di massimo funzionamento, arrivò a dare lavoro a quasi quattromila dipendenti.
All’interno della fabbrica arrivava un binario morto che trasportava cotone preveniente dall’estero.
Nel 2013 la fabbrica del cotone è stata acquistata da società che intendono rivalorizzare l’area.

La fabbrica oggi è visitabile solo in alcune date prefissate a calendario; controlla sul sito ufficiale le aperture.

La piattaforma panoramica

Accanto alle ville del medico e del prete corre un sentiero che permette di raggiungere una piattaforma panoramica, da cui godere della vista sull’intero villaggio.

La centrale idroelettrica di Crespi d’Adda

Durante la visita alla centrale idroelettrica avrai modo di capirne il funzionamento e scoprirai come funziona una turbina.
Uno degli edifici ospita il trasformatore, che porta l’energia prodotta ai cavi di alta tensione. Un secondo trasformatore permette di adattarla ad uso domestico.

Centrale idroelettrica di Crespi d'Adda
Centrale Idroelettrica di Crespi d’Adda

La struttura della centrale è costituita da tre piani:

  • al piano -2 si trovano le turbine,
  • al piano -1 i nuovi alternatori rinnovati da Adda Energy e
  • al piano terra i vecchi alternatori, oggi non più produttivi

Il parquet è originale ed aveva una funzione non solo decorativa, ma soprattutto di isolamento elettrico; trattiene infatti l’acqua e l’umidità.

La struttura è dipinta, secondo la volontà del Crespi, con i caldi ed accoglienti colori del giallo, del rosso e dell’arancioni. Le decorazioni a fiori presenti nelle case del Villaggio sono riportate anche all’interno della centrale, per fare sentire l’operaio accolto come a casa propria.

Su ogni alternatore lavoravano tre operai; con i timoni controllavano l’acqua che fluiva nella turbina e regolavano la velocità secondo quanto indicato dalla Francis (75 giri al minuto mediamente).
L’energia permetteva il funzionamento della fabbrica e del Villaggio.
È visibile anche l’idrometro, collegato a un galleggiante per conoscere la quantità di acqua in uscita e in ingresso.

Fabbrica Cotonificio del Villaggio Operaio di Crespi d'Adda
La Fabbrica Cotonificio vista dalla Centrale idroelettrica

Come visitare il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda e la Centrale Idroelettrica

Crespi d’Adda può essere visitato sia in autonomia che avvalendosi di una guida, modalità che ti suggeriamo per conoscere gli aspetti meno noti della vita al Villaggio e del suo fondatore.

Se scegli la visita in autonomia, puoi acquistare un “kit per la visita di Crespi d’Adda” all’Info Point, al costo di 5€.

Se scegli invece la visita guidata, hai diversi siti e opzioni tra cui scegliere.

Noi abbiamo prenotato sul sito www.crespidadda.it BIGLIETTERIA – VILLAGGIO CRESPI D’ADDA VILLAGGIO CRESPI D’ADDA (crespidadda.it)

Puoi optare per diverse soluzioni:

  • Visita del Villaggio di Crespi d’Adda: 6€, durata 1h30
  • Visita alla Centrale Idroelettrica: 6€, durata 1h
  • Visita alla Fabbrica Cotonificio Crespi: 12€, durata 1h30
  • Visita del Villaggio di Crespi d’Adda + Centrale Idroelettrica: 10€, durata 1h30 villaggio + 1h centrale
  • Visita del Villaggio di Crespi d’Adda + Fabbrica Cotonificio Crespi: 18€, durata 1h30 villaggio + 1h30 fabbrica

Le visite combinata (villaggio + centrale o fabbrica) si svolgono nell’arco della giornata (mattino una delle visite e pomeriggio la seconda) oppure il solo pomeriggio, con visita di villaggio e centrale/fabbrica dopo pranzo.

La visita avviene in gruppi e la guida è dotata di microfono per permettere a tutti di sentire perfettamente.

I biglietti si prenotano sul sito e si ritirano e pagano direttamente presso l’Info Point, entro circa 15 minuti dall’inizio della visita.

Dove mangiare al Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Al Villaggio Operaio di Crespi d’Adda puoi scegliere tra:

  • picnic in pineta
  • Colazione o aperitivo al Bar Cristallo (chiuso quando siamo stati noi)
  • Panino o focaccia al Panificio Pedroncelli (accanto alla pineta) con possibilità di pranzare all’aperto
  • Pizza o pranzo completo in uno dei ristoranti del villaggio: Osteria da Mualdo, Ristorante il Villaggio Café o Ristorante Dopolavoro. Noi abbiamo gustato un’ottima pizza proprio in quest’ultimo: una location splendida, in stile industrial-chic, davvero caratteristica.

Come raggiungere il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Con i mezzi pubblici

  • Da Bergamo: bus T.B.S.O direzione Trezzo sull’Adda, fermata Crespi d’Adda
  • Da Milano: metropolitana linea Verde M2 fino a Gessate, poi bus ATM nr. 920 direzione Trezzo sull’Adda. Arrivati al capolinea di Trezzo sull’Adda, prendere il bus T.B.S.O direzione Bergamo e scendere alla seconda fermata (Crespi D’Adda)

In Auto

Autostrada A4 Torino-Trieste, uscita Capriate. Seguire i cartelli turistici marroni che indicano il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda.

Dove parcheggiare al Villaggio Operaio di Crespi D’Adda

Le domeniche e i festivi da marzo a novembre, dalle 14 alle 19, il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda è zona a traffico limitato. Consigliamo quindi di lasciare il veicolo nell’apposito parcheggio autorizzato al di fuori del villaggio. Coordinate GPD: 45°35’48″N 9°32’10″E. Il parcheggio è a pagamento e, se mostri la tua prenotazione, hai diritto al prezzo agevolato di 5€ per tutto il giorno.

Un itinerario interessante alla scoperta dei settori produttivi, soprattutto per i ragazzi in età scolare, è anche quello che ha compiuto Greta con al propria classe: a Milano, alla scoperta del settore terziario.

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