SONCINO, uno dei borghi più belli d’Italia

Soncino è parte dei “Borghi più belli d’Italia” e, dopo averlo visitato, non possiamo che capirne la ragione: circondato da mura medievali, con la sua Rocca Sforzesca a proteggerlo, il borgo giace tranquillo nella campagna cremonese. Le sue case strette le une alle altre, i vecchi mulini e le tracce del suo passato accompagnano il visitatore alla sua scoperta.

Soncino dall’alto

Cenni storici

Le origini di Soncino sono ancora poco chiare: per alcuni sarebbero celtiche e questo sarebbe evidente nell’etimologia del nome, “So Kin”, ovvero “re delle acque”, poi tradotto dai romani in “Aquaria” per la presenza di un ampio bacino di acqua a sud dell’abitato. Secondo altre fonti, il nome deriverebbe invece dall’insalata selvatica, “sonchus”, che cresce nelle campagne circostanti.

Il territorio, ricco di fontanili e difeso da confini naturali come il fiume Oglio e la foresta cremonese, che un tempo si stagliava a nord dell’abitato, hanno permesso all’abitato di Soncino di portarci testimonianze del suo passato: fortificazioni, chiese e strade ci raccontano in parte la sua storia, seppure i primi documenti risalgano solo al periodo dominato dai Longobardi, quando il vescovo di Cremona, in fuga dalla città assedita, trova rifugio nella Pieve di Santa Maria Assunta, edificata nel 412.

Il villaggio di Soncino nasce però solo nel X secolo, quando viene edificato il primo castello. Nel 1118 il comune di Cremona acquista Soncino e il suo territorio dai conti Gisalbertini di Bergamo e istituisce il primo Borgo Franco d’Italia.

Nel XIII secolo vengono costruite le prime mura e il sistema idrico-fognario sotterraneo, di cui ogni casa è fornita.

Soncino a partire dal XIV secolo

Dopo insurrezioni contro il podestà e i nobili cremonesi nel XIV secolo e dopo essere stato conteso tra i veneziani e i Visconti, Soncino conosce un periodo di pace e sviluppo economico, soprattutto nell’ambito dell’industria manifatturiera e nel commercio di pannilana.

Nella prima metà del XV secolo i Dominicani fondano il Convento di San Giacomo accanto alla Torre ettagonale, una delle poche, se non l’unica, esistente in Italia.

Nel 1499, nonostante l’edificazione di una seconda cerchia di mura, il borgo viene conquistato dai veneziani, prima di passare nel 1509 sotto il dominio francese per tornare sotto gli Sforza nel 1512.

La contesa di Soncino tra impero francese e Sforza continua negli anni successivi. Nel 1536 Carlo V assegna Soncino come feudo a Massimiliano Stampa, suo fidato consigliere.

ll periodo di pace e di crescita nel settore manifatturiero e del commercio dura fino al 1707, quando Soncino diventa dominio austriaco: le chiese vengono chiuse e i libri dispersi.

Nel 1796 Napoleone occupa Soncino. Con il successivo declino del suo impero e con il definitivo abbandono da parte degli Austriaci nel 1859, il borgo entra a far parte del Regno d’Italia.

Si sviluppa l’agricoltura e la coltivazione del baco da seta, che trova spazio nelle filande del borgo.

Cosa vedere a Soncino

Soncino è la meta ideale per una gita fuori porta: un luogo tranquillo dove godere appieno della tranquillità della campagna cremonese e dove riempirsi gli occhi di bellezza.

Puoi approfittare del biglietto unico per visitare diversi luoghi del borgo: la Rocca Sforzesca, il Museo della Stampa e la Sala di Vita Medioevale all’interno del Convento di San Giacomo.

La Rocca Sforzesca

Meta per eccellenza e simbolo di Soncino, la Rocca Sforzesca sorge a sud-ovest dell’abitato, dominando la campagna cremonese. Sicuramente osservandola avrai un déja-vu: alla Rocca sono infatti state girate alcune scene del film “Lady Hawke. Riconosci i luoghi?

La sua storia risale al 1473, quando il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza ne inizia la costruzione come avamposto militare contro la Repubblica di Venezia, situata oltre il confine segnato dal fiume Oglio.

Trasformata in residenza dai Marchesi Stampa, la Rocca viene decorata e ampliata.

Nel 1876 il Comune acquisisce la proprietà della Rocca dall’ultimo Marchese Stampa e la restaura riportandola all’aspetto originale.

Rocca Sforzesca di Soncino
Rocca Sforzesca di Soncino

Visita della Rocca

Si accede alla Rocca attraversando un primo ponte levatoio, ancora oggi funzionante grazie alla sua ricostruzione, nel 1957, da parte della Scuola di Disegno che aveva sede proprio all’interno della Rocca.

Al di sotto, il fossato che un tempo era costantemente allagato grazie al sistema idrico di epoca medievale, già all’avanguardia per il periodo storico.

Si accede quindi ad un cortile fortificato, detto “Rivellino“, che funge da collegamento tra la Rocca e l’esterno. Occorre infatti passare un secondo ponte levatoio per accedere all’interno. La difesa della Rocca era assicurata anche da due portoni e da una grata.

La Rocca ha un aspetto semplice: quattro torri collegate da mura spesse anche tre metri, al cui interno trovano spazio delle stanze. Nella Torre del Capitano si trova la stanza del capitano della guarnigione; il suo letto è molto curioso ed attrae ogni viaggiatore: è infatti possibile richiuderlo per poterlo trasportare altrove. Un primo letto da viaggio, sebbene non leggero e pratico come quelli in vendita ai nostri giorni!

I sotterranei e gli spalti

Dal cortile si accede ai sotterranei e agli spalti.

Una seconda sala visitabile è quella della prigione, dai bassi soffitti, con poca luce e poca aerazione: un luogo tetro e strette pareti che non isolavano il locale dal freddo.

Situata al piano terra della Torre del Capitano, e quindi più facile da raggiungere, la cucina era dotata di un grande camino, utilizzato per scaldare, cucinare ed illuminare il locale.

Salendo sugli Spalti, si raggiunge la Stanza del Capitano, dove si trova il letto ad incastro trasportabile di cui ti ho parlato prima.

Gli Spalti erano i camminamenti di ronda dei soldati e collegavano le quattro torri della Rocca. Quando questa fu trasformata in residenza, i Marchesi Stampa li fecero coprire per trasformarli in corridoi. Oggi, a seguito del restauro, sono stati riportati allo stato originario.

Passeggiando su di essi, si raggiunge la Torre Cilindrica, così denominata per la sua forma che meglio permetteva di resistere ai colpi di artiglieria. Un tempo, sopra il tetto si trovava un osservatorio da cui era possibile controllare le campagne circostanti per decine di chilometri, avvistando per tempo il nemico. I Marchesi Stampa trasformarono la torre in una cappella, dove è affrescato lo stemma degli Sforza, costruttori della Rocca.

Per i nostri ragazzi, che stanno studiando “I Promessi Sposi“, è stato interessante scoprire che la Monaca di Monza ha trascorso la propria infanzia all’ombra della Rocca.

Il Museo Civico Archeologico Aquaria

Allo stesso modo hanno visitato volentieri il Museo Civico Archeologico Aquaria, situato nelle antiche stalle della Rocca, che raccoglie reperti trovati nella zona di Soncino. Amando la gastronomia, ho ovviamente apprezzato i bei piatti riccamente decorati e i cartelli esplicativi che raccontano le figure professionali nate alla corte dei principi e la cultura del cibo in epoca medievale e rinascimentale.

Museo civico archeologico di Soncino
Museo Civico Archeologico Aquaria

Curiosità e Leggende della Rocca Sforzesca di SOncino

Si narra che nella Torre del Capitano abitasse un folletto dispettoso. Secondo la leggenda, ogni notte il folletto toglieva la coperta al Marchese vecchio se il lume della candela era acceso, mentre non gli dava fastidio se lo teneva spento. Sembra che il Marchese non abbia più voluto trascorrere le notti in quella stanza.

Orari e Prezzi

Orari

Venerdì 9h00 – 12h00

Sabato, domenica e festivi 10h00 – 12h30, 14h30 – 17h00

Dato il periodo pandemico, gli orari di visita potrebbero subire delle variazioni; la Pro Loco Soncino suggerisce pertanto di contattare la loro sede al numero 0347-84883 oppure di inviare una mail a [email protected] 

Prezzi

Per accedere alla Rocca si acquista un biglietto cumulativo valido per la visita della Rocca, del Museo della Stampa e della Sala di Vita Medievale situata presso il Convento di San Giacomo.

Puoi acquistare i biglietti presso il piccolo chalet in legno situato all’esterno della Rocca, al prezzo di 5€ cad. , 3.50€ se sei over 65, 11€ se sei una famiglia (indipendentemente dal numero dei componenti).

La Pro Loco Soncino propone visite turistiche guidate molto interessanti anche per gruppi inferiori ai dieci partecipanti, con convenzioni ai ristoranti della zona. Trovi tutte le info sul sito della Pro Loco Soncino.

L’antica filanda di Soncino

Proprio alla sinistra dell’ingresso alla Rocca si trova l’ex filanda Meroni, appartenuta alla famiglia fondatrice e una delle cinque filande del paese. Soncino era infatti famosa per la coltivazione e l’esportazione del baco da seta.

All’interno della filanda è ospitato il Museo della Seta, collezione privata ad ingresso con offerta libera. Il museo raccoglie antichi strumenti utilizzati per la produzione della seta, illustrati dal proprietario e da un breve e chiaro video esplicativo. Interessanti sono anche le stampe pubblicitarie alle pareti, in particolare per chi, come chi scrive, lavora nel marketing e nella comunicazione.

Il Museo della Stampa

Il Museo della Stampa di Soncino ha entusiasmato tutta la famiglia. Interessante è stata la spiegazione che ci è stata fornita all’ingresso per comprendere la storia della stampa, del museo ed il funzionamento degli strumenti raccolti al suo interno.

I primi stampatori arrivarono da Spira, in Germania, in fuga dalla persecuzione ebraica in corso nel loro Paese. Trovarono rifugio a Soncino e nel 1441 ottennero la possibilità di diventare prestatori di denaro.

Data la successiva fondazione, nello stesso borgo, del Monte di Pietà che ostacolò il loro lavoro, decisero di intraprendere una nuova attività come stampatori. Iniziarono con la pubblicazione della prima Bibbia Ebraica, che aveva la particolarità di riportare anche i segni vocalici, solitamente non indicati negli scritti ebraici.

Ne furono stampate in seguito 25 copie, tutte di alta qualità, con la tecnica dei caratteri mobili di Guthemberg, novità dell’epoca.

Al museo viene mostrato come questi caratteri venivano allineati l’uno all’altro e come i testi riuscivano ad avere tutti la stessa larghezza in colonna.

La Famiglia Spira modificò nel frattempo il proprio nome, come da usanza, da Spira, loro luogo di provenienza, in Soncino, luogo dove trovarono dimora.

Dei discendenti, il figlio Giosuè Solomone portò avanti la tradizione di stampatore, girando l’Italia e stampando diversi libri in numerose lingue, prima di trasferirsi a Salonicco.

Dimostrazione di utilizzo del torchio al Museo della Stampa

Orari e Prezzi

  • Martedì – Venerdì dalle 10h00 alle 12h30
  • Sabato, Domenica e Festivi dalle 10h00 alle 12h30 e dalle 14h30 alle 17h30
  • Pomeriggi feriali: su prenotazione, dalle 14h30 alle 17h30 chiamando il numero 037483171

Anche in questo caso, come per la Rocca, vista la situazione pandemica si suggerisce di verificare prima gli orari e le modalità di ingresso.

Si accede al Museo della Stampa con lo stesso biglietto utilizzato per visitare la Rocca Sforzesca.

Chiese di Soncino

Una visita a Soncino è imprescindibile dall’entrare nelle sue Chiese per ammirarne decorazioni e affreschi. Da non perdere sono sicuramente le tre chiese che vi suggeriamo in questo articolo.

Pieve di Santa Maria Assunta

Un salto nel blu: così definirei l’ingresso alla Pieve di Santa Maria Assunta; gli archi e la cupola, di un intenso blu cobalto, ricordano infatti un cielo stellato in cui è facile perdersi. La cupola è alta 30 metri e sulla sua sommità si apre una lanterna, che illumina la zona dell’altare.

Secondo gli storici medievali, la Pieve di Soncino è la più antica della diocesi di Cremona e rappresentava un punto di ritrovo per il popolo. Modificata nei secoli e danneggiata da un terremoto nel 1802, fu restaurata dall’architetto Maciacchini, che ne definì la forma attuale.

Nella cappella del Santo Presepe, situata sul lato destro della Pieve, è custodito un frammento della Sacra Mangiatoia. Una vera curiosità è la cornice che circonda il dipinto “Adorazione dei Pastori” di Francesco Galantino: si tratta infatti di un armadio, che si apre grazie ad un meccanismo nascosto e che custodisce le reliquie custodite a Soncino, ovvero quello della Sacra Spina, della Sacra Croce, della Sacra Mangiatoia e del Santo Chiodo.

Chiesa e Convento di San Giacomo

Si narra che, dove ora sorge l’ex convento domenicano di San Giacomo, un tempo vi fosse un oratorio, che ospitava i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Esso sorgeva infatti su una delle vie secondarie che conducevano alla Basilica.

La conchiglia rappresentativa dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela è stata ciò che ha subito dunque attirato la nostra attenzione una volta entrati nella Sala di Vita Medievale, ricavata in una delle sale dell’ex convento.

E’ possibile visitare la Sala di Vita Medievale sia autonomamente, che grazie ad una breve spiegazione data dalla guida del piccolo museo. Si scoprono così le tradizioni, i cibi, i rimedi naturali e l’arte della scrittura dell’epoca. Sai per esempio come mai al ristorante paghiamo il “coperto”? Deriva da un’antica usanza dei frati che, una volta terminato il pasto, erano soliti coprire il piatto con un lembo della tovaglia.

L’ingresso alla Chiesa di San Giacomo avviene dal lato opposto a quello della Sala di Vita Medievale; costeggiando il convento, si ammira da vicino il campanile ettagonale, raro se non unico esempio in Italia.

Dai colori più tenui rispetto alla Pieve di Santa Maria Assunta, la sua volta rappresenta personaggi domenicani, con il loro abito bianco e il mantello nero.

Anche la Chiesa di San Giacomo fu modificata più volte nel corso dei secoli; l’aspetto attuale risale al 1600.

Santa Maria delle Grazie

Santa Maria delle Grazie, maggiormente decentrata rispetto alle altre e con l’ingresso rivolto all’aperta campagna, ha una sobria facciata, che contrasta con il ricco interno dalle pareti e dalla volta interamente affrescate; di queste, l’arco trionfale e la volta del presbiterio sono opera di Giulio Campi. Da visitare assolutamente: resterai senza fiato.

Il borgo, le mura e le porte di accesso

E’ piacevole perdersi per le vie del borgo di Soncino, uno dei borghi più belli d’Italia, alla ricerca della sua storia e delle sue curiosità.

Scoprirete ad esempio i due vecchi mulini, uno situato in Via delle Orfanelle e l’altro dietro la Rocca; o ancora il “Portico Rosso“, destinato a fine ‘800 al mercato di pollame e ortaggi e così denominato per il suo pavimento in mattoni rossi.

Accanto al Museo della Stampa potrai notare l’antico Monte di Pietà, attivo tra il 1472 e il 1580, e il luogo in cui sorgeva la Chiesa di S. Antonio, in cui fu discusso e redatto il primo statuto dei lavoratori al mondo, giunto completo fino ai nostri giorni; riguardava i battilana di Soncino e fu approvato dal Re francese Luigi XII il 27 maggio del 1511.

Uscendo da una delle porte del borgo, potrai ammirare le mura della città, visibili solo dall’esterno.

Tanti punti d’interesse che sapranno cogliere anche la curiosità dei più piccoli.

Le proposte della Pro Loco di Soncino per visitare il borgo

La visita della città può essere effettuata in totale autonomia, usufruendo di documentazione propria, avvalendoti delle brochure che ti verranno consegnate con il biglietto d’ingresso, oppure leggendo i cartelli disposti nei punti di maggior interesse della Rocca, dei musei e del borgo.

Alcune spiegazioni ti saranno fornite da guide preparate al Museo della Stampa e alla Sala di Vita Medievale e dallo stesso proprietario al Museo della Seta.

Inoltre, la Pro Loco propone visite guidate al borgo e ai musei, con l’opportunità anche di pranzare in alcuni ristorante del borgo a prezzi convenzionati. Ti lascio il link della pagina delle proposte turistiche della Pro Loco Soncino , valide anche per piccoli gruppi inferiori a dieci partecipanti e famiglie.

Dove e cosa mangiare a Soncino

Soncino offre diverse opportunità per una sosta gastronomica: piadinerie, bar e ristoranti per tutte le tasche, oltre ad agriturismi appena fuori le mura.

Alcuni di questi sono parte dei pacchetti turistici offerti dalla Pro Loco Soncino.

Per la nostra gita fuori porta abbiamo scelto di fermarci in un bar/ristorante in centro, del quale avevamo letto buone recensioni e che offriva un menù turistico con specialità locali ad un buon rapporto qualità/prezzo.

I piatti tipici della zona da non perdere sono i casoncelli, lo stracotto d’asino, il pollame allevato nelle campagne circostanti e le radici di Soncino, oltre ai rinomati salumi cremonesi.

Dove parcheggiare a Soncino

Situato in provincia di Cremona e non lontano da Crema e Brescia, Soncino si raggiunge facilmente seguento la Bre-Be-MI con uscita a Calcio e seguendo poi le strade di campagna che conducono al borgo.

Parcheggiare a Soncino non sì è rivelato un problema; diverse sono infatti le opportunità: puoi usufruire dei posti auto lungo le strade del borgo, accessibile anche con la tua vettura, lasciare l’auto in Piazza del Mercato oppure in uno dei prati adibiti a parcheggio attorno alle mura.

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